girovagando sul web il 28 agosto, alla ricerca del testo del discorso di M. L. King, ho trovato sul sito della BBC non solo il testo ma anche la registrazione.
riporto di seguito il link per gli amici che me l’hanno chiesto:

http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/americas/3170387.stm

ed ecco una frase dal lungo e bellissimo discorso:

«I have a dream that my four little children will one day live in a nation where they will not be judged by the color of their skin but by the content of their character.»

nuovo template… volevo scrivere i titoli dei libri che ho letto, che sto leggendo, che sono in attesa sul comodino (che in realtà è una mensola molto capiente. sulla quale i libri si vanno accumulando a strati…) e quelli che ho intenzione di comprare a breve (appena ci sarà spazio sul "comodino").
D’altronde uno degli acquisti più imponenti per la mia nuova casa sono state, manco a dirlo, le librerie.
Io ho, personalmente, una vera passione per il modello Billy di IKEA, che potete vedere nella foto qui sotto. Per la mia casa ho scelto il colore betulla e devo dire che i libri ci stanno benissimo!

la libreria billy di IKEA

«Quella notte il cielo, completamente sgombro di nuvole, già si tingeva il lontananza, sopra Berlino Est, di un fioco bagliore, quando Frank Lehmann, che negli ultimi tempi tutti chiamavano signor Lehmann, perché si era sparsa la voce che presto avrebbe compiuto trent’anni, attraversò Lausitzer Platz, diretto a casa.»

Dopo ciò, il signor Lehmann incontra un cane che lo vuole sbranare, una donna di cui si innamora e che presto lo tradisce, i suoi genitori arrivano dalla provincia a trovarlo in occasione del suo compleanno e il suo migliore amico dà fuori di testa proprio nel momento in cui si realizza il suo sogno (esporre le sue sculture).

Ci sono tanti motivi per i quali questo libro mi è piaciuto ma soprattutto il fatto di essermi capitato tra le mani preceduto e seguito da strane coincidenze, a cominciare dal fatto che, qualche tempo fa, non appena parlavo con qualcuno alla fine usciva fuori questo titolo e se sedevo tranquilla sul 3 diretta in ufficio la tizia davanti a me lo leggeva sorridendo e infine in una libreria a Milano (Feltrinelli a Piazza Duomo) me lo sono ritrovato davanti all’improvviso e HO DOVUTO comprarlo! E poi il protagonista compie trent’anni (proprio come me) e la sua vita sembra a una svolta (proprio come la mia).

Infine, durante la lettura del libro (che non è durata più di due giorni, devo dire la verità) sono andata a vedere un film: "Good Bye, Lenin". Siamo nello stesso periodo, il 1989, anno della caduta del muro e nello stesso luogo, Berlino, Ovest per il signor Lehmann, Est per Alex, il figlio che crea un "comunismo in una sola stanza" per la madre che si sveglia dal coma. Tra libro e film nessun punto di contatto, neanche lo "stile narrativo", ma solo il fatto di avere come sfondo una data e un luogo.

Le coincidenze mi hanno sempre affascinato e forse per questo il libro mi è piaciuto così tanto. Comunque lo consiglio a tutti, trentenni e non, cinefili o meno.
Buona lettura

Sven Regener, Il signor Lehmann, I Canguri Feltrinelli (link)

Ieri ho letto un libro, sì, un libro intero, e visto che erano solo 107 pagine alla fine della giornata ne ho anche iniziato un altro, stesso autore (ve ne parlerò alla fine della lettura).
Comunque il libro in questione è di Hanif Kureishi, del quale fino a qualche mese fa ignoravo tutto e che adesso sta rapidamente scalando le classifiche dei miei autori preferiti.
Il racconto, visto che così piccolo può essere definito solo un racconto, è nell’intimità, scritto così, con la minuscola.
E non è solo un bel libro, una bella storia, un bell’intreccio (anche se Kureishi ne sa qualcosa di intrecci e i suoi libri sembrano film, visto che lui è stato a lungo, fino alla pubblicazione de Il Buddha delle periferie, uno scrittore di sceneggiature), la cosa più notevole di questo racconto è la scrittura.
Dunque un libro da leggere, da portare in metro e autobus e finirlo in poco tempo, rimanendo colpiti per la bellezza della scrittura.

Tutto qui.

«È la notte più triste, perché sto per andare via e non tornerò indietro. Domani mattina, quando la donna con cui ho vissuto per sei anni sarà andata al lavoro in bicicletta, e i nostri figli saranno stati accompagnati al parco a giocare con la palla, infilerò alcune cose in una valigia, scivolerò fuori di casa sperando che nessuno mi veda e prenderò la metropolitana fino all’appartamento di Victor.»

… e finisce così, come in un film:
«Il meglio di tutto si era dato appuntamento in questo momento. Poteva solo essere amore.»

nuovo post, nuove intenzioni.
da oggi in poi il mio blog accoglierà le mie personali recensioni dei libri che ho letto, delle conferenze cui ho partecipato, dei convegni cui ho assistito, nulla di più.
a presto.

da Soseki Natsume, Guanciale d’erba
(Neri Pozza, Vicenza 2001)

«Salivo per un sentiero di montagna e riflettevo.
Se si usa la ragione il carattere s’inasprisce, se si immergono i remi nel sentimento si è travolti. Se s’impone il proprio volere ci si sente a disagio. È comunque difficile vivere nel mondo degli uomini.
Quando il malessere di abitarvi s’aggrava, si desidera traslocare in un luogo in cui la vita sia più facile. Quando s’intuisce che abitare è arduo, ovunque ci si trasferisca, inizia la poesia, nasce la pittura»

In vacanza a Barcellona ho letto, tra gli altri, questo libro. La condizione dell’artista vi viene descritta in un modo perfetto.
Leggerlo, pensando a come lavorava Gaudì alla sua Sagrada Familia, mi ha fatto capire cosa, in realtà, quell’uomo stesse cercando di fare, di costruire.

Come scrive Soseki Natsume: «Gli artisti sono preziosi, perché rasserenano questo mondo e arricchiscono il cuore degli uomini»

dimenticavo: ecco una foto della mia festa di compleanno sul terrazzo

vedete le facce stravolte? questa è la prova che, nonnostante il fatto di essere su un terrazzo al quinto piano circondato di verde, la temperatura si agirasse comunque intorno ai 30°, mettendo a dura prova tutti gli invitati, nonchè la festeggiata!

la festa di compleanno di frank

sono così disoccupata da non trovare neanche il tempo di prendere un poco di sole e abbronzarmi, finirà l’estate e sarò bianca come la neve!
fra poco compio trent’anni, mi sembra davvero una cifra eccessiva per una come me, chi l’avrebbe mai detto? io che da piccola pensavo che non ci sarei mai arrivata, e invece eccomi qui. è davvero brutta questa sensazione di essere arrivati tanto in là con il tempo a tua disposizione e non essere riusciti ancora a fare niente.

mi organizzerò, sento che tutto questo periodo cambierà la mia vita… essere disoccupata e essere trentenne, tutto insieme, è una specie di miscela esplosiva.

qualcosa accadrà.

p.s. se qualcuno passa a roma il 6 agosto è invitato alla mia festa di compleanno, una specie di "rito" per l’inizio della nuova vita di francesca…