un film e due libri, un sogno, latinoamericano

ho deciso i libri da portarmi in vacanza, devo solo andare a comprarli, che ieri notte sono andata alla feltrinelli dell’argentina, ma, come ho già sentito dire da qualcuno in giro, mi sono ritrovata molto spaesata… troppo enorme!

cmq ieri sera sono andata FINALMENTE a vedere un film che volevo vedere da quando è uscito:I diari della motocicletta.

per diversi motivi questo film mi è piaciuto senza riserve:

1- il fatto che i due partono per un bel viaggio con una moto di 23 anni… 23 anni, tanti quanto ne ha la nostra, di moto… una honda vecchia e gloriosa… che d’ora in poi sarà chiamata “LA PODEROSA

2- il fatto che alberto sta per compiere trent’anni (lo so così bene come ci si sente che per tutto il film mi sono sentita addosso la sua stessa frenesia di fare…)

3- perché quel viaggio è un sogno, perché, a parte quello che riserverà loro il futuro, quei due ragazzi in giro per il sudamerica sono strazianti come poeti ed eroici come antichi esploratori.

insomma, facciamola breve, che non sono capace di essere lirica, il film mi ha entusiasmato e adesso io vado a comprarmi in libreria Latinoamericana di Ernesto (Che) Guevara e Un gitano sedentario, di Alberto Granado.

 

eccoci qui, si parte…
la valigia è quasi pronta, tanto non devi portarti molte cose… giusto costume e pareo, le infradito per la spiaggia… poco di più.
il vero problema dell’estate sono, per me,

i libri

quali porterò? quali sarò costretta a lasciare? e se dove vado non trovo librerie? e se dove vado trovo solo libri scritti in croato?
l’ultimo di amos oz, che sono ancora a metà, lo porto o no (Una storia di amore e di tenebra, Amos Oz, Feltrinelli)? il fatto è che sono più di quattrocento pagine, è pesante e da qui al giorno della partenza potrei averlo quasi finito, se lo finisco in vacanza dopo due giorni, poi che faccio?
e il libro sulla tartagura (… e vinse la tartaruga. Elogio della lentezza, Honorè Carl, Sonzogno) lo porto o no?
sta sul comodino, iniziato, da almeno un mese, meriterebbe maggiore attenzione… se non lo porto si sentirà definitivamente abbandonato?
e il libro sull’ecologia dei siti web (Ecologia dei siti web, Maurizio Boscarol, Hops-Tecniche Nuove)? lo porto o no? veramente quello io lo considero un "libro di lavoro", quindi in vacanza non dovrei portarlo… ma almeno avrei tempo di leggerlo… sulla spiaggia… circondata di codice html validato… non saprei
e la serie di libri che ho comprato qualche mese fa, sull’onda di un vago senso di responsabilità civile-sociale, ecc… libri come Impero (Impero, Antonio Negri e Michael Hardt, Rizzoli) o no logo edizione economica (No Logo, Naomi Klein, Baldini&Castoldi), sono due mattoni, ma potrebbero mettere in salvo la mia coscienza…
e poi ho ancora da scegliere tra chuck palahniuk (Ninna Nanna, Chuck Palahniuk, Mondadori) e jonathan safran foer (Ogni cosa è illuminata, Jonathan Safran Foer, Guanda)

insomma sono qui, davanti alla libreria, ho tirato giù tutti i titolo che mi interessano dagli scaffali "in lettura" e "da leggere" e non so che pesci pigliare.
sarò profonda o superficiale, impegnata o divertita, commossa o indignata?
non ho ancora deciso e il tempo stringe.

credo che andrò in libreria e comprerò qualcosa di nuovo!

ho parlato delle nuove persone che nascono, proprio pochi giorni fa…
e qualcuno mi ha risposto, nei commenti, che è l’età… non c’è un’invasione di bambini, solo che, avendo trent’anni è naturale che tutte le mie amiche comincino a "metter su famiglia".
ma i trent’anni sono anche l’età in cui si cominciano a perdere le persone care.
ieri è morto un mio amico, era anziano, ma non vecchio. mi aveva visto crescere, fare scelte importanti e iniziare a vivere da adulta. era stato trasferito vicino firenze qualche anno fa e io gli avevo promesso che sarei andata a trovarlo… e non l’ho fatto.
ieri ho pianto. non per lui che, in quanto sacerdote, sicuramente ha vissuto la sua morte con l’animo sereno, ma per me. per la mia stupidità, perchè pensiamo sempre di avere "tutto il tempo", quando invece il tempo è l’unica cosa che non possediamo mai.
ho pianto per tutte le cose che non ho avuto il tempo di dirgli, perché l’ultima volta che ci siamo sentiti per telefono ero in pizzeria con gli amici e lui, per non disturbare, ha voluto riattaccare subito.
ho pianto perché ora che non ho più neanche un briciolo di tempo da poter dedicare a lui, qualcuno si offre di accompagnarmi al suo funerale, a firenze, domani… ma io non ci voglio andare. non ha nessun senso. andare a trovarlo quando lui oramai non c’è più.
volevo bene a questo sacerdote buono che mi ha voluto bene.
addio padre piero…

stavolta niente libri
voglio parlare delle mie amiche trentenni.
io ho trentanni e anche la maggior parte delle mie amiche ne ha altrettanti… in un range tra i 27 e i 32 si racchiudono la quasi totalità delle persone di sesso femminile che di solito chiamo "amiche"…
ora capita che, da qualche tempo a questa parte la frase che mi viene più spesso riferita da queste amiche sia la seguente:
«SONO INCINTA»
e io sono sconvolta!
ero una ragazza felice, che ha fatto la baby-sitter con piacere e competenza per tutto il periodo universitario (certe mamme mi "prenotavano" per giugno e luglio, i bambini, ora cresciuti mi vogliono ancora bene, mi salutano, mi riconoscono, mi chiedono notizie della mia moto, dei miei disegni, si accorgono che ora ho i capelli molto più lunghi…)
insomma, io i bambini li adoravo e mi piaceva da matti stare con loro, ridere, fare la cretina, stare tutto il giono seduta per terra, giocare alle giostre e così via.
ma adesso tutte le mie amiche hanno dei bambini, se vai a pranzo da loro ci sono bambini (e dove non ci sono bambini però se ne aspettano, quindi si parla di bambini, parti, allattamenti e così via…)
e io comincio ad essere stufa! dico io, ma che è, un’epidemia? ma è contagiosa? ci sono due mie amiche che addirittura partoriranno lo stesso giorno! e non solo… chi ha già avuto il primo adesso con aria serafica e felice annuncia di aspettare il secondo!!! cosa sta capitando? ma non eravamo un meraviglioso paese a nascita ZERO?
e il peggio deve ancora arrivare! tutti questi bambini che girano nelle case amiche mi chiamano ZIA!!! ma, io dico, la famiglia allargata non era scomparsa? e allora che c’entro io come zia?
insomma devo dire che io la mia parte con i bambini l’ho fatta, tra i 16 e i 25 anni ho cambiato più pannolini io che una mamma di dieci figli, ho raccolto più vomito, pulito più piedi lerci, cantato più ninnenanna, letto più storie e inventato più giochi… e adesso basta! mi sono esaurita… così esaurita che se avessi un figlio chiamerei una baby sitter!
e soprattutto non chiamatemi più ZIA CHECCA!!! imparate una buona volta il mio bel nome!!!!

io a d o r o i test di intelligenza… lo so bene che non vogliono dire niente! ma visto che io riesco davvero b e n e in queste cazzate mi diverto un mondo a farli.
e così mi sono beccata un bel 135,17! andatevelo a fare anche voi… è divertente, ma vi ci vogliono 20 minuti buoni (o anche più)