sto a casa perché sto male
da venerdì sera, naturalmente! che bel weekend!
comunque, visto che sto male ho deciso di "farmi male" e sto guardando Beautiful, mentre mangio riso bollito.
ora qui sul video c’è un tizio che ha detto una frase illuminante: «Jackie, lei è una donna bellissima, non merita di soffrire»
e questo mi ha chiarito ogni cosa.
ecco perché io sto soffrendo!

durante le vacanze ho letto anche branchie, opera prima di niccolò ammanniti e mi domando… io vivo a roma, abito qui, ma che cosa stavo facendo quando questo piccolo capolavoro è uscito?
per fortuna non è mai troppo tardi! l’ho letto in mezza giornata e mi sono divertita un mondo. il libro è spiritoso, allegro nonostante all’inizio non lo sembri affatto.
a metà tra il genio e la pura follia…
quasi quasi potrei fare un parallelo con fight club, che ho letto subito prima e di cui ho scritto qui sotto.
gli anni ’90 devono essere stati un vero momento di evoluzione per i giovani ed ecco come viene raccontato questo cambiamento da un giovane scrittore americano e da un giovane scrittore italiano, entrambi alla loro prima prova: i risultati sono tanto diversi quanto simili. c’è la lotta e il confronto, affrontare la morte e uscirne vivi, trovare il coraggio di amare. in uno tutto finisce bene nell’altro tutto finisce in una specie di piccola apocalisse.
a guardare le classifiche dei libri probabilmente fight club ha venduto più libri, ma è branchie che dà più risposte.
a proposito, io di ammanniti non ho letto altro, ma so che presto li leggerò tutti.

11 settembre 2001 – 11 settembre 2004
ho lasciato passare quasi tutto il giorno.
non ci volevo pensare.
l’unica cosa che conta è che mio cugino è tornato dall’iraq
questo solo conta.

in vacanza, alla fine, mi sono portata fight club. di questo libro ho visto il film, tanto tempo fa, e di palahniuk ho già letto altri libri (invisible monster, survivor, soffocare e l’ultimo capolavoro, ninna nanna). mi mancava questo, l’opera per la quale è più famoso, anzi, grazie alla quale è diventato famoso.
devo dire una cosa che si dice spesso per i libri diventati film, soprattutto la dicono spesso gli snob-saccenti che vogliono darsi un po’ di arie… io comunque la dico lo stesso (sarà perché sono una snob-saccente e voglio darmi delle arie?):
«il libro è molto più interessante del film».
e in effetti nel libro c’è molto di più, l’angoscia è più palpabile, l’ironia più forte. ogni emozione viene fuori meglio.

durante la vacanza abbiamo messo in moto il "prestito circolare": ognuno passava all’amico il libro appena finito… così fight club ha girato tra i miei amici, ma molto velocemente. quasi subito (la media è stata di circa 15 pagine) tornava indietro con una spiegazione del tipo: «sono in vacanza, tutto questo orrore va bene per l’inverno» oppure «non mi trovo a mio agio con questa scrittura così libera dagli schemi, io voglio soggetto, verbo e predicato».
e il fatto è che tutte le giustificazioni all’interruzione erano valide, il libro in effetti è violento e a tratti orrido, la scrittura è quantomeno "strana", piena di ripetizioni, frasi brevi accostate a periodi lunghi, di sicuro non lineare, non semplice.
ma credo che non potesse esserci altro modo per scrivere quella storia.

come potrebbe, infatti, essere lucido il racconto di una allucinazione?

dunque in diretta dagli incubi di Durden-Tyler:
«La prima regola del Fight Club è che non si parla del Fight Club»

p.s. il fatto che tu ti metta le penne nel culo non fa di te una gallina!

la fine delle vacanze in fondo è come il primo dell’anno.
anzi, per certi versi è anche meglio o peggio.
quando andavamo a scuola era a settembre che si facevano "i grandi propositi", studierò di più, andrò in palestra, sarò bravo.
ora è lo stesso. le vacanze sono finite e mi trovo davanti tutta questa sfilza di mesi da riempire di cose da fare, da decidere, da organizzare.

intanto il lavoro…qualche cosa comincia a muoversi, quindi cercherò di non preoccuparmi eccessivamente, nel peggiore dei casi ci sono sempre le lezioni individuali, quelle non mancano mai (è pieno di gente che non sa accendere il piccì).

 poi lo sport.mi sono iscritta in piscina prima di partire. ho un turno assurdo, dalle 21.20 alle 22.10, ma non era rimasto niente di meglio. ho comprato anche una bicicletta a luglio, sono andata da decathlon e ho sequestrato un commesso del reparto ciclismo, l’ho rilasciato solo in tarda serata, dopo aver ottenuto la mia "bicicletta perfetta". ora devo utilizzarla, per esempio per fare lunghe passeggiate fuori roma (ho anche comprato il libro "il lazio in mountain bike") 

 quindi lo studio. non si finisce mai di imparare, e allora devo decidermi a mettere fine alla specializzazione, scrivere questa benedetta tesi e ri-laurearmi… così potrò iscrivermi a qualche altra facoltà!

 

 infine la dieta. e qui casca l’asino. io in teoria so tutto quello che c’è da sapere, tutto quello che c’è da fare, ma non lo faccio. eppure ora è giunto il momento di mettere un freno al mio peso.

 

 quindi ho deciso, si comincia una vita nuova, attiva e intelligente. posso riuscire a fare tutto ciò che mi sono ripromessa, quindi ci riuscirò.