ieri l’altro un gruppo di galline accompagnate dai galli sono uscite dal pollaio per una serata culturale.
c’è da dire che la preparazione dell’evento ha richiesto, come il nostro solito, ben 47 e-mail, spedite come impazzite da tutte verso tutte, tra l’11 e il 19 luglio.
la più attiva nell’opera di spamming è stata arianna, che ha inviato ben 12 e-mail, seguita a ruota da annarita, con 8. pensate che la sottoscritta è stata accusata di essere sparita, probabilmente perché ho scritto solo 10 e-mail
comunque, alla fine siamo riuscite a metterci d’accordo e ci siamo trovate puntuali (?!?!) all’appuntamento per andare a vedere Romeo e Giulietta al Globe Theatre a Villa Borghese.

L'interno del Globe Theatre a Villa Borghese - Foto dal sito www.globetheatreroma.com

Il resoconto comincia qui.
il caldo era soffocante e le sedute piuttosto scomode, inoltre i posti intelligentemente scelti dalla sottoscritta prevedevano, compreso  nel prezzo, la vista in primo piano del pilastro di legno del palcoscenico, come si può vedere nella foto… i monologhi di Giulietta sul suo letto ci sono stati preclusi completamente alla vista!
comunque la serata è stata nel complesso davvero piacevole, soprattutto quando marco-di-arianna (mi dispiace marco-di-arianna ma, essendo tu arrivato secondo nella classifica dei marco del gruppo, è necessario un attributo per il riconsocimento inequivocabile) ha preso l’autonoma e molto onorevole decisione di rifornire il gruppo di acqua (e birra)…l'acqua che sa di primavera... grazie a marco-di-arianna
alla fine dello spettacolo, guidati dalle precise indicazioni di arianna sulla strada da fare abbiamo deciso di festeggiare il compleanno di imma in gelateria. a onor del vero a quell’ora il suo compleanno era passato da un pezzo, ma nessuno ci ha fatto caso più del dovuto!
dunque tutto ciò per fare contenta claudia che mi chiedeva un resoconto della serata… come vedi, cara cla’ non ti ho fatto il riassunto dello spettacolo, perché tanto immagino che tu sappia come vada a finire!

un bacio a tutte e grazie della bella serata, speriamo di riuscire a rivederci presto!
frank

la triste realtà…
la triste realtà è che questa estate farò solo due settimane di vacanza
e, quindi, oggi, durante la pausa pranzo, si disquisiva su "come mi piacerebbe girare il mondo…"
e ciascuno di noi ha fatto l’elenco delle mete preferite, almeno in via ipotetica.
e così io me ne sono uscita dicendo che i tre luoghi che mi piacerebbe visitare sono:
cuba,
il giappone
e la nuova zelanda.
solo dopo ho realizzato che queste tre mete hanno delle caratteristiche in comune.
e, in particolare:
1. sono tre isole;
2. sono "vicine di casa" di paesi enormi (che non mi interessa visitare, al momento).

se esiste una psicologia delle mete turistiche e qualcuno la conosce mi può far sapere che significato inconscio hanno queste tre scelte?

se oggi mi chiedessero: «che libro hai letto ultimamente?»
cosa dovrei rispondere?
"ultimamente" cosa vuol dire?
per me, di questi tempi, "ultimamente" vuol dire:«che libro hai letto ieri?»
ultimamente ho letto molto, ho letto così tanto che un elenco è impossibile. non riesco neanche più a tenere aggiornate le recensioni su questo blog, perché leggo più veloce di quanto non riesca a scrivere.
ultimamente ho letto dei libri interessanti, come per esempio Lettere contro la guerra, di Tiziano Terzani e poi ho letto Fima, di Amos Oz.
ho letto anche libri più tecnici, come Pedagogie dell’eLearning, di Maragliano, un manuale di psicologia pratica di quel genio di Giulio Cesare Giacobbe, Alla ricerca delle coccole perdute.
poi è da sabato che ho affiancato al romanzo di turno (in questi giorni Dona Flor e i suoi due mariti di Jorge Amado) un testo che si sta rivelando interessante: Maometto e Gesù, di William E. Phipps, consigliatomi (e prestatomi) da una cara amica, per fare chiarezza su un argomento che mi ha straziato il cuore nell’ultima settimana.

posso dire che "ultimamente", cioè negli ultimi sette giorni, ho letto molto?

È la seconda volta in vita mia che sento il bisogno di condividere emozioni e pensieri su un argomento che mi sta a cuore.
qualche tempo fa per il referendum, e i fatti hanno dimostrato che il mio pensiero non era condiviso. ora per la guerra, e so già che il mio pensiero non sarà condiviso. lo so perché sento quello che si dice in giro, sento che neanche l’uomo che amo mi capisce, sento colleghi intelligenti che dicono cose stupide, sento i miei migliori amici che non sono d’accordo con me.
ma esprimere le mie idee servirà a chi ci tiene per capire meglio chi si trova davanti, quando è davanti a me.
proprio per questo ho deciso di scrivere.
perché sappiate bene che IO la penso diversamente da VOI.
IO voglio la PACE. la voglio a tal punto che sono disposta a pagare pur di averla.
innanzitutto una puntualizzazione. anche io credo che questa sia, nonostante le apparenze strane, una guerra (come ha detto un commentatore in TV ieri sera "chiamiamo le cose con il loro nome… e una guerra è una guerra una guerra una guerra"… che meravigliosa retorica!). ho studiato storia come tutti voi e dalla storia ho imparato che le guerre finiscono in un solo modo: un vincitore e uno sconfitto che si arrende e firma la pace.
ebbene, ho un’idea rivoluzionaria! arrendiamoci! abbiamo perso, è evidente… chiunque dica il contrario mente sapendo di mentire!
siamo più forti, abbiamo le armi migliori, abbiamo gli eserciti più organizzati, eppure… abbiamo perso! allora, rinunciamo.
in quanto perdenti saremo costretti a pagare un prezzo.
ebbene, altra idea rivoluzionaria! paghiamolo!
abbiamo troppo da perdere per poterci permettere di non pagarlo.
non voglio stare qui a dire che, in un modo o nell’altro, comunque, questo prezzo noi ai poveri della terra glielo dobbiamo, che, se siamo ricchi e felici è perché per secoli li abbiamo sfruttati, non voglio dire questo, il passato mi interessa fino a un certo punto.
noi gli dobbiamo qualcosa perché il mondo è UNO e ci abitiamo sopra TUTTI insieme e la disparità tra ricchi e poveri, con tutta la sua crudeltà, ci dovrebbe tenere svegli la notte.
c’è chi dice che LORO non vogliono la pace, ma questo non è vero, o meglio, potrebbe essere, ma noi non lo sappiamo, non abbiamo mai dato loro la possibilità di scegliere. li abbiamo bombardati e basta.
diciamo che sono bestie sanguinarie che uccidono civili innocenti, proprio come noi, quando bombardiamo i civili innocenti dei villaggi dell’afganistan.
quindi paghiamo questo prezzo, che vorrà dire che dovremo rinunciare al petrolio, che dovremmo andare in giro a targhe alterne, che avremo un po’ meno ricchezza, va bene, chi se ne frega! finalmente, dopo 4 anni di terrore finalmente avremo la PACE. la pace del cuore, che ci permetterà di essere liberi nel nostro paese!
e questa è l’unica cosa che conta.

7 luglio 2005 – di nuovo l’orrore
l’hanno fatto di nuovo, ci attaccano senza che noi possiamo fare niente per fermarli. perché il nostro mondo gira così, non si può fermare, non si possono bloccare le metro ed eliminare gli autobus solo per la paura.
ma una maniera per far finire tutto questo potrebbe esserci.
voglio ragionare su cose semplici, le cose complicate, in questo momento non fanno per me.
se finora gli attacchi, i bombardamenti, le catture, le persecuzioni, gli ostaggi, i maltrattamenti e gli embarghi non hanno funzionato (perché, sapete, ho PROPRIO l’impressione che non abbiano funzionato) proviamo con l’altra strada, quella che tutti, tranne i governi, vogliono. proviamo con la pace.