è bello ricevere regali (anche se io di solito mi sento in imbarazzo).
è ancora più bello se ricevi regali quando non è né il tuo compleanno, né natale, né san valentino o la festa della donna…
è ancora più bello quando ricevi regali al momento giusto (che di solito è il momento in cui hai bisogno di sapere che qualcuno pensa a te).
è ancora più bello se il regalo è fatto apposta per te, se è stato pensato, magari addirittura "creato" per te…
per questo il regalo di cui parlo oggi è bello almeno 4 volte. si tratta di un cd, realizzato da D per me, con le musiche che, secondo lei, sono il giusto mix tra quello che piace a lei e quello che piace a me.
spettacolare poi il titolo che D ha voluto dare all’opera:
"Tanto valeva andare fino in fondo" (si tratta della 5° frase della ventitreesima pagina del libro che D stava leggendo ieri, quando siamo andate a pranzo insieme al Colosseo e io le ho beccato questo libro un po’ fuori target in borsa. Si tratta di "L’oracolo", di Valerio Massimo Manfredi).

Ma bando alle ciance ecco la compilation:

01. American pie, Madonna
02. Galleria, Alessio Lega
03. Van Diemen’s land, U2
04. Sole spento, Timoria
05. I will survive, Cake
06. I miei nonni, PRG
07. Unsent, Alanis Morrisette
08. Vecchi difetti, Marta sui tubi
09. Tell him, Vonda Shepard
10. Tutto bene, Negrita
11. Ederly woman behind, Pearl Jam
12. Non è l’amore che va via, Vinicio Capossela
13. Mercy bocù, Sergio Caputo
14. Succederà, Bandabardò
15. Where the wild roses grow, Nick Cave & Kylie Minogue
16. Senza titoli, Samuele Bersani
più una ghost track che, per ovvi motivi, rimane ghost!

Grazie D!

Piccolo sondaggio autogestito.
Come rispondono le persone alla domanda "come va?"
Al sondaggio stamattina hanno partecipato 7 persone, miei colleghi di lavoro, e il risultato è il seguente:
Duccio: "Tiriamo a campare"
Silvia: "Male" e, in un secondo momento, "Andiamo avanti"
Cristina: "Bene"
Claudia: "In che senso?"
Flavia: "Bene"
Luigia: "Bene, cara, e tu come stai?"
Stefano: "Bene"
Che ne dite? Fate la prova e fatemi sapere…
Il sondaggio mi ha fatto riflettere. La gente di solito risponde senza pensare a questa domanda retorica e formale, ma che se venisse posta con vera partecipazione potrebbe aprire le porte alla condivisione e alla sincerità.
La seconda parte della prova consisterà nel chiedere: "No, davvero, COME STAI?", chissà quali scoperte farò!

p.s. i colleghi hanno dato il loro consenso alla pubblicazione dei risultati del sondaggio

Il quaderno delle voci rubate, di Remo Bassini, ed. La Sesia.
quanti di voi hanno un quaderno nel quale annotano idee, frasi, libri, musiche?
io ho il mio, è bianco, l’ho preso da ikea in un pomeriggio di pellegrinaggi tra scaffali e mobili da montare. lo porto sempre con me. una matita (sempre di ikea) incastrata tra le pagine e lui è sempre pronto a registrare, le parole di una canzone, una frase sentita sull’autobus, qualcosa letto su un cartellone pubblicitario, un gioco di parole che mi passa per la mente.
anche luca, il protagonista del libro, ha un quaderno così. lo tiene nel suo bar (uno di quei bar in cui sai di poterti sentire a casa, quelli che fanno la differenza in una giornata grigia…) e ci scrive sopra le voci rubate alla gente che prende il caffè. voci banali, voci intelligenti, sprazzi di gioia e più spesso di tristezza. è attraverso le voci che emergono dal quaderno che, a poco a poco, si ricostruisce la sua storia e la storia di quelli che vivono a fianco a lui (puttane, carabinieri, infermieri del manicomio, volontarie dal destino tragico, amici…).
un libro che fa piacere leggere, perché, con semplicità, racconta della vita così com’è, come ci capita di viverla (così come talvolta ci capita di esserne vissuti… e non so se mi spiego).

p.s. grazie all’amico che me ne ha fatto dono

GIOCO
1- Afferra il libro più vicino a te in questo momento
2- Apri il libro a pagina 23
3- Trova la quinta frase
4- Postala nel tuo blog insieme a queste istruzioni.

Risultato:
"Senza pasticca, sarei stato troppo timido per provarci."
Frédéric Beigbeder, L’amore dura tre anni

Amélie Nothomb, Dizionario dei nomi propri, ed. Voland
letto. ho passato una notte quasi insonne e ho letto il libro.
plectrude, nata da una madre omicida e suicida, occhi da ballerina, cuore forte, una vita semplice e complicata come quella di tutte le donne che vogliono vivere fino in fondo. il libro finisce due pagine prima della fine. quello che c’è dopo il finale è un po’ superfluo, compresa la comparsa della scrittrice. ma tant’è, credo che comprerò altri libri di amélie nothonb, perché le descrizioni un po’ pulp ricordano la prima banana yoshimoto (quella che è scomparsa e di cui nessuno sa più nulla!).
p.s. ho scoperto leggendo il libro che non esiste un equivalente di uxoricidio per designare l’omicidio del marito da parte della moglie. questo mi ha fatto riflettere!

primo regalo… ho ricevuto un regalo per la mia assunzione… naturalmente un libro!
Dizionario dei nomi propri di Amélie Nothomb.
copertina del libro di Amélie Nothomb - Dizionario dei nomi propri
oggi lo leggo e domani vi faccio sapere…
vorrei lasciare qui il mio grazie ufficiale a tutti coloro che si complimentano per me per lo strepitoso traguardo: il vostro entusiasmo non mi contagerà, ma mi rende questo periodo più facile da sostenere!

leggere è tutta la mia vita. la pila dei libri sul mio comodino si alza ogni giorno di più, rimango indietro con i "compiti", perché è più facile entrare in libreria e fare man bassa che trovare il tempo giusto per gustarsi un bel libro. per questo ho preso una decisione.
favorita dalle condizioni esterne (le prossime elezioni) ho deciso di non guardare più la televisione. quindi d’ora in poi sarò ufficialmente fuori da qualsiasi discorso su programmi, personaggi e starlette.
mi troverete però sempre lì, sulla poltrona comprata a questo scopo, con un libro in mano.
per rendervi partecipi al momento leggo: Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes, La strada che porta al vero di Tenzin Gyatso (cioè il Dalai Lama), Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere di John Gray.
come vedete, libri tanto diversi ma ognuno è lì sul comodino per un motivo preciso. il libro del dalai lama, regalatomi da jiro (il mio amico giapponese) è con me anche in viaggio, in ufficio e ovunque vada. non avevo mai letto nulla di "buddista" e questo libricino mi sta emozionando oltre ogni dire, anche se è complesso e impegnativo. il libro sugli uomini e le donne, regalo di una cara collega, mi sta insegnando l’utilità degli stereotipi. il libro di barthes è il solito colpo di fulmine dal quale sempre più spesso mi faccio cogliere quando sono in libreria.
e al termine della lettura una recensione più approfondita.