Le anime grigie, di Philippe Claudel

a un passo dalla guerra, dal fronte, dalla morte e dallorrore, in un piccolo paese della Francia di inizio secolo, una bambina morta, un procuratore misantropo e innamorato, un poliziotto disincantato e con il cuore straziato dal dolore, un medico pietoso, una maestrina bellissima e dolce, una barbona saggia, un becchino filosofo.

"Chi mai può sapere perché veniamo al mondo e perché ci restiamo? Rovistare nel Caso come ho fatto io è stato forse un modo per non pormi la vera domanda, quella che tutti ci rifiutiamo di veder nascere sulle nostre labbra e nei nostri cervelli, nelle nostre anime, che non sono, è vero, né bianche né nere, ma grigie, graziosamente grigie, come mi aveva già detto Joséphine."

Ophelia di John Everett Millais, 1851-1852



per sapere cosa è il male e come vive ogni giorno, non solo intorno a noi, ma dentro di noi e con noi.

il quadro di John Everett Millais è giustificato da quanto lo stesso Claudel dice in una intervista (che potete leggere qui)

L’ultimo teorema di Fermat
di Simon Singh

Non esistono soluzioni intere positive all’equazione:

a alla n più b alla n uguale a c alla n per  n maggiore di 2

"Dispongo di una meravigliosa recensione di questo libro, che non può essere contenuta nel limite troppo stretto del blog"

p.s. spero con questo di spingervi a leggere il libro, così come Pierre de Fermat spinse generazioni di matematici ad arrovellarsi sul suo ultimo teorema per oltre trecento anni (finchè Andrew Wiles ne diede completa dimostrazione nel 1994).

bibliografia correlata (tutta letta e tutta di sicuro interesse!)
Codici & segreti, Simon Singh
L’ enigma di Fermat, Amir D. Aczel
Il teorema del pappagallo, Guedj Denis

io ho una amica che vive di musica.
io so che quella spaccia lei è musica che fa bene.
lei produce cd, li produce nel senso che li assembla, mette insieme la musica e le parole e mischia il tutto con quel poco di cuore che ha.
e poi li regala.
regala i suoi cd agli amici, alle amiche e agli amanti.
io so solo che ogni suo cd è un dono, e non solo perché è regalato.
e poiché è amica mia anche lei è fissata con le parole e la cosa più bella di questi suoi cd sono i titoli, che farebbero invidia a qualsiasi gruppo o cantante.
tanto valeva andare fino in fondo: il titolo è il frutto di uno stupido gioco (che spiego qui). il primo cd, il capostipite. il titolo, datogli per caso, ha finito per avere così tanti significati che ora, a mesi di distanza, mi sembra quasi incredibile (cara D, sono andata fino in fondo, e ora sto bene qui, su questo fondo). un cd di canzoni fatte per resistere e andare avanti, per non scoraggiarsi e non perdersi d’animo, un cd da sentire da sole, libere di saltare come matte per la stanza.
il contrario di uno: una raccolta di canzoni cantate a due voci, regalo per il mio compleanno, per le nostre due voci che hanno "cantato" insieme questa estate.
nei pressi di babele: non due canzoni nella stessa lingua, nello stesso dialetto, canzoni per partire e scomparire nel mondo, canzoni per un sogno che ancora non si è realizzato.
d nuovo: cover di ogni tempo, per spiegare che talvolta l’amore ritorna e che la seconda volta magari è anche meglio della prima.
la mia amica D sa che la musica parla all’anima e sa che, oltre alle parole dette (che mai ci facciamo mancare, vi assicuro!) anche le parole cantate hanno un loro senso magico.
l’estate è finita, i concerti diradano, ma di musica ce n’è abbastanza per riempire tutto l’inverno.
grazie D.