dickens lascia orfani

orfana.
dopo 994 pagine sono rimasta orfana.
orfana di david, di tom traddles e di mr. micawber. orfana di peggotty e della zia betsey trotwood, orfana anche di mr. dick (del suo memoriale e dei suoi aquiloni).

perché david copperfield è un libro che ti avvolge nelle sue pagine, ti porta nella vita di ognuno dei protagonisti in un modo così intimo e profondo che alla fine tu, lettore, diventi un po’ figlio di tutti (e ti senti come quando tua nonna ti racconta le storie della famiglia e tu senti che, alla fine, sono le tue storie, è la tua storia).

perché dopo quasi un mese di lettura ciascuno di loro è diventato amico, compagno, collega, conoscente.

perché la scrittura di dickens è minuziosa e al tempo stesso evocativa.

per questo mi mancheranno tutti, i buoni e i cattivi, mi mancheranno nonostante tutto (nonostante io non approvi le tirate moralistiche di david e la sua avarizia… insomma quest’uomo non aiuta mai il suo amico traddles, neanche quando diventa ricco e famoso, non aiuta la famiglia della sua adorata bambinaia peggotty… per dirla brevemente secondo me david è tirchio, ma va bene anche così!).

mi mancheranno le lettere di micawber e i contorcimenti di uriah heep (non la rock band ma il viscido umilissimo domestico/padrone di mr. wickfield), i riccioli di steerforth e la sua vita da bohémien.

così, quando finisci un libro come questo non c’è altra soluzione che leggere qualcosa di completamente diverso, perché sai già che, per il momento, nessun personaggio potrà prendere il posto di tutti loro.

per questo ho subito iniziato La scomparsa dei fatti. Si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni di Marco Travaglio, almeno so per certo che, alla fine di questa lettura, può darsi che sarò depressa ma di sicuro non sentirò la mancanza di nessuno dei protagonisti!

della stampa

sabato 19 gennaio
Auditorium – Teatro Studio – ore 21
(costo del biglietto 5€)

David Remnick
La stampa americana nell’era di internet

Direttore del New Yorker, premio Pulitzer nel 1994.
Proiezione dei cartoon del New Yorker.

non ci guadagno niente e dire che io ci andrò, solo una comunicazione di servizio (diciamo così) su un argomento che mi interessa in modo particolare.

info qui:
http://www.internazionale.it/lezionidigiornalismo/

e qui:
http://www.auditorium.com/eventi/rassegne/4909292

delle lezioni già fatte (al momento una, di Amira Hass) gratuitamente scaricabile il podcast audio e video sempre qui:
http://www.internazionale.it/lezionidigiornalismo/

freddo come la neve

contusa e felice
16 giorni lontana dall’ufficio hanno fatto miracoli.
sono caduta tanto, mi sono fatta male abbastanza, ho imparato qualcosa.
per esempio ho imparato ad andare sullo snowboard e sono scesa giù da "rosse" che a riguardarle da sotto a me fanno ancora paura!
grazie alla mia maestra di snowboard, AYUMI, dolcissima giapponesina di osaka con le treccine e a tutti quelli che non si sono spazientiti per i miei scoraggiamenti (passeggeri) e per le mie continue cadute.
oggi torno al lavoro, contusa e felice.