manchester@aGlance

manchester batte roma 4 a 1

1-0
daniela a manchester vive in una casetta con giardino (che condivide con degli scoiattoli, e certo bisogna ancora capire se gli scoiattoli rappresentano o no un punto a favore di manchester)
daniela a roma viveva in una triste stanza (e gli amici costretti a cenare sul tetto!)

2-0
carlo a manchester gioca al karaoke con helen (notare le parole: carlo + gioca + karaoke + helen)
carlo a roma non giocava a niente con nessuno (tranne che a calcetto, ma questa a dire di molti è una leggenda metropolitana, perché nessuno l’ha mai visto giocare!)

3-0
daniela e carlo a manchester sono tranquilli e sereni
daniela e carlo a roma erano tristi e arrabbiati

4-0
daniela a manchester si diverte a pensare al suo nuovo lavoro
daniela a roma avrebbe dato fuoco al suo lavoro (sì, era la presidenza del consiglio dei ministri… certo, proprio per questo gli avrebbe dato fuoco!)

4-1
a roma daniela ha i suoi amici e il pollaio e gli amati cugini
a manchester il pollaio non c’è (ma ci può andare in gita, come è stato ampiamente dimostrato!)

appunti di viaggio:
Watching the english di Kate Fox, ed. Hodder
per arrivare preparati in Inghilterra e venire smentiti in modo formidabile dall’indole dei mancuniani
Young wives’ tales di Adele Parks, ed. Penguin
solo perché qualcuno l’ha abbandonato su una sedia in aeroporto e io l’ho amorevolmente adottato

nick hornby – una vita da lettore

Nick Hornby, Una vita da lettore
(autodedica: con un titolo così come potevo non comprarlo?)

un libro che parla di libri scritto da uno scrittore che ama il calcio e gli elenchi e che dice cose del tipo:
"alla lunga distanza leggere batte qualsiasi altro passatempo (tranne forse la finale di coppa con la tua squadra preferita vittoriosa al 90′)".

comunque Una vita da lettore è il libro che ogni lettore medio sogna.
perché mette in luce (e alla berlina) tutte le pecche dei lettori accaniti e ne fa delle irresistibili macchiette (a cominciare dalle due liste contrapposte: quella dei libri comprati e quella dei libri letti, che non coincidono MAI!).
è un libro pieno di frasi che sono finite su post-it appiccicati un po’ ovunque (sul monitor, dentro l’agenda, sulle copertine di altri libri).
ve ne regalo una:
"di solito non sono un rilettore: sono troppo cosciente della mia ignoranza e della mia mortalità".
naturalmente è un libro che, per la sua stessa natura, molto più degli altri, porta con sè altri libri, in una catena di sant’antonio tanto benefica quanto, purtroppo, infinita.
con questo sistema il malefico Hornby mi ha già costretto a leggere Mark Haddon (Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte) e Charles Dickens (David Copperfield e Grandi speranze) e mi ha costretto a precipitarmi in libreria alla ricerca di Francis Wheen (Come gli stregoni hanno conquistato il mondo), di John Updike (Corri, Coniglio), di Matthew Collin (This is Serbia calling) e di così tanti altri libri che è inutile continuare.

l’unico consiglio che posso sinceramente dare è di… non comprarlo!
non compratelo se le vostre librerie sono già piene, se il vostro compagno vi ha stracciato la tessera di Feltrinelli, se i commessi delle librerie intorno al vostro ufficio vi chiamano per nome e se avete già inventato (da soli, senza il SUO aiuto) assurde scuse per la vostra mania di leggere.

p.s. venerdì sono nella città di Hornby, qualcuno sa che pub frequenta?

fridge-zoo

ogni tanto un gioco… uno scherzo, così, tanto per divertimento.
ho gli animali nel frigo.
no, non nel senso che qualcosa nel frigo è andata a male e sono venuti fuori degli animali (di solito vermi, mosche o farfalle… che poi non lo so mica se vengono anche nel frigo, magari non c’è proprio la temperatura giusta), comunque non in quel senso lì.
ho gli animali nel frigo nel senso che il mio frigo è sorvegliato, diciamo così, da un manipolo di coraggiosi animali, che elenco:
il maiale
il pulcino
le due mucche
la tartaruga (fuggita)
il tricheco
il gatto
il pinguino

tra tutti gli animali che abitano nel mio frigo il più sorprendente è, senza dubbio, il maiale. infatti lui grugnisce ogni volta che apri il frigo e la luce si accende.

il maialequalcuno ha osato dire che, nel cuore della notte, se ti viene sete e vuoi l’acqua fresca, il maiale rompe un po’ le palle. ma tant’è. lui era nel mio frigo prima che qualcuno avesse bisogno di acqua fresca notturna.
il maiale del frigo sorveglia lo scaffale alto, quello in cui sono conservate le marmellate, gli yogurt, la cioccolata (d’estate), le uvette, i pinoli, le ciliege candite e un barattolo di ananas (a proposito, devo controllare quando scade, sta lì dentro da prima del maiale!).

il pulcino è di guardia nel cestino delle uova, lì, vicino ai suoi simili, tranquillamente sorveglia che tutto proceda nel modo giusto. è felice ora, prima invece era in bagno, in mezzo a delle ballistiche effervescenti che non lo convincevano affatto.

il pulcinole due mucche sono separate in due vaschette diverse. la prima è di stanza nelle vaschette dei tubetti (tubetto del pomodoro concentrato e della pasta d’acciughe e della maionese), l’altra invece sta vicino al burro, che tra l’altro significa anche vicino al pulcino e alle uova (e difatti secondo me il pulcino ne apporfitta un po’ dell’istinto materno della mucca…) comunque lei è lì, tra il burro e il cubetto del lievito.

la mucca numero 1 la mucca numero 2nella vaschetta delle verdure abitava fino a qualche tempo fa una placida tartaruga poi, all’incirca un po’ prima del trasloco (che, come vedremo poi, ha fatto anche altre vittime) è scomparsa. secondo me è scappata. però la sorella-madre ha provveduto ad acquistare una sostituta che presto prenderà solennemente il posto della fuggitiva.

il tricheco è nel ripiano dove di solito stanno le birre (in mancanza di birre si appoggia su altre cose, ma lui preferisce di gran lunga occuparsi delle birre). va detto che il tricheco è bellissimo.

il tricheconel ripiano basso, dentro alla scatola dei formaggi, comodamente assiso su un cuscino giallo, il gatto sorveglia che non arrivino topi a far man bassa. ha la zampina alzata in segno di saluto e sta comodo come un pascià.
il gattoil pinguino vive, ovviamente, nel freezer. lui è la vittima più illustre del trasloco. costretto a passare da un palazzo a tre (ri)piani a una specie di garage con il soppalco non ha retto al colpo e ha tentato il suicidio buttandosi a testa in giù dentro a un cubetto di ghiaccio in formazione è rimasto così! con la testa surgelata…

il pinguino

il pinguino


questi gli animali nel mio frigo… e nel vostro? i soliti bacilli e le classiche muffe?
[foto a cura di frank]

formiche ammucchiarone

ho voglia di scrivere qualcosa, ma il qualcosa sul quale voglio scrivere (Travaglio… di nome e di fatto!) mi sta prendendo (come al solito) molto tempo, per cui mi faccio prendere io, ma dalla nostalgia e mi ricordo del concerto meraviglioso di Stefano Bollani e della Gnosi delle fanfole di Fosco Maraini.
condivido con voi:

«Io t’amo o pia cicala e un trillargento
ci spàffera nel cuor la tua canzona.
Canta cicala frìnfera nel vento:
E gnacche alla formica ammucchiarona!

Che vuole la formica con quell’umbe
da mòghera burbiosa?E’vero,arzìa
per tutto il giorno,e tràmiga e cucumbe
col capo chino in mogna micrargìa.

Verra’ l’inverno si,verra’il mordese
verranno tante gosce aggramerine,
ma intanto il sole schìcchera gigliese
e sgnèllida tra cròndale velvine.

Canta cicala,càntera il manfrore,
il mezzogiorno zàmpiga e leona.
Canta cicala in zìlleri d’amore:
E gnacche alla formica ammucchiarona!»