pugni allo stomaco

che dire?
[avrei da scrivere degli ultimi tre libri letti, lo so, l’ho promesso…]
sono ancora qui a farmi mille domande.
cercare di capire l’uomo non è la mia specialità.
qualcuno dice che la mia eccessiva tolleranza è intollerabile.
[quindi non è vero che trovo molto interessante la mia parte intollerante, vorrei avercela una parte più intollerante, sarebbe più tollerabile per me]
non riesco a incazzarmi neanche con chi è la causa di ciò che mi fa soffrire.
quindi ieri boccata d’ossigeno.
concerto degli offlagadiscopax.
[chi non li conosce non sa cosa vuol dire]
ideologia a bassa intensità.
la rassegnazione fatta parole su base musicale.
rabbia sottile ed enorme senso di colpa.
il mio.
il mio senso di colpa per il mio "voto utile" che non è servito a un cazzo.
rivelandosi così un voto assolutamente inutile.
e sprofondandomi nel senso di colpa.
alla fine, tra i ringraziamenti al fonico, all’uomo del mixer, max dirige anche un bel ringraziamento al voto utile.
[pugno allo stomaco. nessuna boccata d’ossigeno]

p.s. qualcuno mi spiega perché gli offlaga disco pax mi fanno pensare ai joy division? sarà solo per la tristezza?

oroscopo

se lo dice lui…

«È il momento ideale per scrivere il tuo manifesto personale. Dovresti fare la lista completa delle idee che ti danno voglia di vivere. Per entrare nello stato d’animo giusto, leggi alcuni versi di Company of friends, una canzone di Danny Schmidt:
"Credo nella fame incessante
credo nel tuono personale
credo nellispirazione
credo nella creazione lenta
credo nelle labbra sulle orecchie
credo nell’aver torto
credo nella contraddizione
credo nell’essere sempre innamorato
credo che il nostro libro sia scritto dalla nostra compagnia di amici".»

se lo dice lui io ci credo…

e a voi? cosa consiglia?
www.internazionale.it/oroscopo/

p.s. mp3 della canzone nel link del titolo direttamente dal sito di Danny Schmidt.
io credo nella forza delle connessioni.

Illustrazione di Francesca Ghermandi per il segno del Leone nell'oroscopo di Internazionale a cura di Rob Brezsny

pugni allo stomaco

che dire?
è andata così.
toglierò quel banner lì a sinistra.
aspetterò in apnea.
spero ancora, forse sbagliando, che questa sia la democrazia.
anche se della democrazia non ha più l’aspetto.

pedivella

dell’ebbrezza della bici

stamattina mi sono svegliata stanca.
gli occhi ancora brucianti e la mandibola incastrata, segno che ho stretto i denti stanotte, non un segno buono. preparare la colazione, poi, è sempre una maledizione per me, una cosa che odio fare, ma talvolta mi tocca (i turni, ci sono i turni…). riempire la borsa è stato come al solito complicato e la borsa è diventata a poco a poco sempre più pesante, il libro di inglese, il libro sul defensive design, le moleskine, il lettore mp3, un paio di blocchi di fotocopie (articoli in inglese su designing web navigation e designing interfaces), la normativa sulla sicurezza e salute dei lavoratori, che una collega mi ha chiesto e io, da brava RSU le voglio portare, il portapranzo.

insomma la giornata è iniziata così così, forse è inutile elencare tutte le microscopiche cose, i piccolissimi inciampi che non promettevano nulla di buono.

e poi la bici che pesa, farla uscire dal cancello un po’ stretto è complicato, stamattina nè io nè lei andavamo dritte.

sono salita in sella e lo shuffle del mio lettore ha deciso che stamattina avevo bisogno dei negramaro così è partita

"nella mia stanza per altre vie da te ritornerei…"

cantare ad alta voce passando veloce a fianco delle macchine ferme in fila è stato piacevole, bucare i primi semafori rossi mi ha fatto star meglio.

"… da parte a parte il cielo legherei alle mie dita e crolli il mondo su di me…"

poi il solito incrocio, tra quella via trafficata e quella piccola in salita che costeggia un parco (un giardino più che un parco, ma in città ci si accontenta anche di poco), non mi piace fermarmi a questo incrocio, preferisco prendere la salita di slancio, ma oggi non ho potuto. mi sono infilata tra le macchine e ho messo un piede a terra.

"…di carta e inchiostro il tempo vestirei…"

un colpo di vento e miliardi di petali rosa mi sono caduti addosso. piovevano allegri e leggeri, volteggiando e rincorrendosi.

"… troppo tempo che vorrei poterti dire che io… io non sento la distanza io non sento la distanza nella mia stanza…"

petali rosa, musica, ruote, vento, sole.

sono arrivata in ufficio che ero una persona nuova.


p.s. stamattina ho dimenticato il caschetto, sarà per questo?

liste ed elenchi

1000 cose da fare prima di morire

sarà una fissazione mia, oltre che degli americani come vedremo dopo, ma sono sempre stata ossessionata dagli elenchi delle cose da fare prima (o dopo) di…

quando ero all’università e mancavano pochi giorni alla data dell’esame riempivo fogli e fogli di liste con le cose da fare non appena avessi dato l’esame.

ora che lavoro è lo stesso.

ogni settembre compilo la lista delle buone intenzioni per l’anno nuovo (come ho già detto, per me l’anno inizia a settembre, sono rimasta sostanzialmente una studentessa, in questo senso)
e ogni 1°
gennaio una nuova lista, riveduta e aggiornata
in ogni momento di stress particolare e di super lavoro mi ritaglio una decina di minuti per fare la mia lista, i film da andare a vedere, i libri da leggere, i regali da comprare, i concerti da prenotare, i viaggi da fare.

le liste aiutano a tenere sotto controllo la complessità del mondo e, in questo modo, tranquillizzano.

almeno questo è l’effetto che fanno a me. ho la sensazione (badate bene, solo la sensazione) che tutto sia in ordine, le cose, viste così, scritte sulla carta, fanno meno paura che mentre fluttuano nella tua testa.

inoltre, altro aspetto fondamentale, una lista può essere spuntata! insomma, alla fine ci sono andata a vedere quel film, ho finito quel libro e ho comprato quel regalo! sono soddisfatta, faccio un bel "visto" verde a fianco alla riga e mi sento meglio.


come dicevo all’inizio
gli americani mi battono in fatto di liste, la loro è una vera e propria mania collettiva, forse proprio culturale, razziale… non saprei.

amazon pullula di libri che elencano le 1001 cose da fare prima di morire, i film da vedere, i libri da leggere, la musica da ascoltare…  le follie da compiere.
qualche esempio che io ho trovato davvero interessante:

1001 film da vedere prima di morire (prima versione)
e questo:

1001 film da vedere prima di morire (seconda versione)

1001 libri da leggere prima di morire

1001 album da ascoltare prima di morire

1001 dipinti da vedere prima di morire

1001 edifici da vedere prima di morire

1001 posti da visitare prima di morire
(questo titolo esiste anche in italiano e immagino sia inutile dire che io ce l’ho)

1001 giardini da vedere prima di morire

1001 cose da fare se ne hai il coraggio

e poi, udite udite, le 3.684 cose che avremmo dovuto imparare e probabilmente non abbiamo imparato

comunque la colpa di tutta questa ricerca è il Guardian che ha pubblicato due pericolosissime liste online, tutte da leggere, scaricare e stampare:

la lista dei 1000 film

e la lista dei 1000 album

pensateci bene, perché il tempo è poco e con un film e un album a settimana
ci si mettono quasi 20 anni a portare a termine l’arduo compito!

infime, per la gioia di non sentirmi sola in questa follia ho scovato anche questo simpatico blog:

http://www.before40.co.uk/

LUI accetta consigli per 100 cose da fare prima dei 40 anni, io gli ho già suggerito di lanciarsi con il paracadute!

per sapere cosa ALTRO si dovrebbe fare prima dei 40 basta leggere anche l’apposito libro
e sappiate che io lo comprerò, lo leggerò e stilerò la mia privatissima lista delle cose da fare prima dei 40, che, tra una lista e l’altra si avvicinano anzichenò!

infine: la guida definitiva, con anche le pagine da compilare al raggiungimento dell’obiettivo!