max gazzè + bill bryson

concerti e libri d’estate

il libro
chi si appresta a lasciare un paese, non dico per le vacanze, e magari neanche per sempre, ma solo per tanto tanto tempo, dovrebbe avere l’opportunità di un commiato lungo e sentito.
come quello che si è concesso Bill Bryson quando, dopo vent’anni, si appresta a lasciare l’amato Yorkshire per tornare a casa, in America.
per sette settimane cammina, prende treni, noleggia macchine e va da dover alla profonda scozia, fino a John O’Groats, mangia pudding, chiacchiera con la gente, cerca alberghi, riflette su cosa gli è piaciuto tanto del posto dove ha vissuto, cosa gli mancherà, cosa non dimenticherà mai.
sempre però con lo sguardo di un non-indigeno, quindi uno sguardo più distaccato, più ironico e più divertito.
la passione di Bryson per l’isoletta si trasmette pagina per pagina ed è un vero piacere scoprire così tanti luoghi sconosciuti e mai sentiti.

Notizie da un’isoletta, Bill Bryson, Guanda.

il concerto invece è quello di Max Gazzè all’Auditorium.
dedicato a chi non c’era (paolo e paola). il video del "timido ubriaco" di Max Gazzè.
 

resto nudo e manifesto

ieri manifestazione a piazza navona.
tutti insieme per dire che quello che succede non ci piace e che non ci rassegnamo a farcelo piacere.
però…
però oggi sembriamo solo una gran massa di guardoni, che l’unica cosa che vogliono davvero è spiare la vita sessuale del premier.
invece ieri, dalle 18.30 alle 21.30 solo per "sbaglio" si è parlato di pompini e telefonate e invece si è parlato molto di più di COSTITUZIONE, di LEGGI AD PERSONAM, di FUTURO, di DEMOCRAZIA e di DITTATURA.
ma è questa la strategia: disinformare, guardare il dito invece della luna, parlare dell’OPINIONE affinchè questa nasconda il FATTO.
ma tant’è, forse niente serve a niente. solo che io (e qualche altro a quanto pare) non ci possiamo rassegnare a questa orribile evidenza.
quando smetteremo di farci del male?
quando smetteremo di mostrare il fianco?
quando smetteremo di chiacchierare?

intanto io ho fatto la mia personalissima sms-cronaca agli assenti e il mio personalissimo video di Ascanio Celestini.
lo appoggio su youtube e lo posto qui (prove tecniche di trasmissione!)
e lo dedico a CHI sull’argomento (le forze armate… e il perché sono armate) ci si è avvelenata a lungo!

poi, per terminare la serata puntatina alla Festa dell’Unità, a sentire i Modena City Ramblers cantare Bella ciao! e bere una birra (una perfecta excusa, ci sarebbe da dire!).
alla fine io e pedivella, solitarie, tristi e un po’ affaticate abbiamo affrontato la salita verso casa.

"Promesse di governo" di Antonio Di Pietro | 8 Luglio 2008
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it

silvestri, per favore…

daniele silvestri
il concerto
due giorni fa dicevo, quasi senza pensarci e senza sperarci, tra me e me: "chissà se farà marzo 3039" (che è la canzone che ultimamente fa compagnia alle mie scorribande serali in bicicletta)

così, quando le luci nella cavea si sono spente per poi riaccendersi nel boato solito che accompagna gli artisti sul palco le prime note sono state una promessa mantenuta.

silvestri annuncia: "non sarà il solito concerto politico di silvestri, sarà un viaggio"
e infatti così è stato.
tante le canzoni facili, leggere, vacanziere, quelle che piacciono tanto e tanto passano in radio.
ma non sono mancate le canzoni del silvestri "politico", non è mancato l’uomo col megafono, il mio nemico, kunta kinte.
i nuovi arrangiamenti, così "elettronici" e le chitarre distorte delle nuove versioni mi sono piaciuti, è stato come ritrovare cose note dopo tanto tempo, ma senza la polvere degli anni posata sopra.

alla fine del viaggio, dopo quasi 3 ore di musica, l’esplosione di cohiba fa saltare in piedi tutta la cavea.

finalmente.
anche se gridare "venceremos", oggi, fa un po’ un brutto effetto.

p.s. unico appunto (perché io cerco la perfezione che non esiste…) daniele, per favore, niente più concerti in posti in cui non si può stare in piedi a saltare, a ballare, a tirare pugni all’aria.

maxence fermine – neve

non ho neanche un minuto di tempo, però questa recensione la voglio scrivere lo stesso.
ho letto Neve, di Maxence Fermine e non mi è piaciuto.
aveva delle caratteristiche che avrebbero potuto farmelo piacere ma non sono state sufficienti.

parla di giappone.
parla di natura e fiori.
parla di haiku.

e qualcuno mi aveva detto "leggilo, ti piacerà", ma non mi è piaciuto.

mi sembra un libro "vorrei ma non posso"…
vorrei essere poetico ma non ci riesco
vorrei essere intenso ma non sono stato capace
vorrei essere originale ma mi sono mancate le idee
vorrei essere limpido e sono stato solo vacuo

a questo libro manca qualcosa, dovrei pensarci meglio per dire esattamente cosa gli manca, ma qualcosa di sicuro manca.

anzi una delle cose che gli mancano la so:
può un libro sugli haiku non riportare neanche un haiku?

manca la poesia.

neve mi ha fatto pensare a Seta di Baricco ma senza confronti perché nel libro di Baricco (che vi piaccia o no) la poesia c’è, c’è eccome!