non lasciarmi, ishiguro kazuo

ho letto questo libro in un periodo molto convulso (e molto triste). così, dopo averlo letto, ne ho dimenticato il titolo e l’autore. però non la storia.
la storia mi è rimasta dentro tutta intera, ma ho dovuto cercare su google per risalire alla fonte.
e quando ho scoperto l’autore ecco la prima sorpresa. di ishiguro ho letto “quel che resta del giorno“, libro malinconico sulla vita di un uomo che la vita l’ha osservata più che vissuta. libro meravigliosamente prestato al cinema, con attori superbi.
non lasciarmi” è invece un libro di… fantascienza a tutti gli effetti. e a me, che la fantascienza non piace, questo libro invece è piaciuto. ci sono ragazzi in una scuola speciale che si preparano a vivere una vita speciale. solo a poco a poco tutto si chiarisce. bambini senza genitori, clonati e allevati per un solo scopo, ma con una sola segreta speranza. sfuggire all’assurdo destino di diventare pezzi di ricambio per ricchi malati. è vero che basta dimostrare di essere creativi e di sapersi innamorare per riuscire a vivere? e perché nessuno di loro si ribella? perché non scappano? basta davvero un’educazione speciale a cancellare l’istinto di sopravvivenza?
Kate e gli altri saranno gli ultimi della loro “specie”, questo consola, ma il loro destino è segnato e a nulla serviranno le ultime corse e l’ultimo viaggio.
un libro distopico e sconvolgente, forse proprio per l’aria così “normale” che si respira tra le pagine. in fondo quella è proprio l’inghilterra che conosco, con i prati verdi, le vecchie case vittoriane. forse proprio perché sembra che non ci sia stato un cataclisma, una guerra nucleare, una invasione aliena a portare fin lì.
è proprio la normalità degli eventi narrati che fa soffrire. perché si arriva a pensare che a poco a poco, un passo per volta qualcuno o qualcosa potrebbe convincerci che può andare bene anche così. e invece così non potrebbe andare bene mai.

e alla fine mi sono fatta forza…

mi sono fatta forza e l’ho aperto e l’ho letto.
tutto.
nonostante fossi stata tentata più volte di appellarmi al secondo e al terzo diritto del lettore di pennac.
perché questo libro l’ho finito “nonostante tutto”. e il motivo è nella mia malformazione mentale (ho lasciato a metà un solo libro in vita mia).
il perché abbia avuto COSTANTEMENTE voglia di abbandonarlo o saltare pagine, invece dipende da due motivi, distinti ma collegati.
innanzitutto perché si tratta del sequel NON RICHIESTO e non necessario della trilogia della giuda. e poi perché lo stile è davvero, al di là di ogni inutile confronto, ridondante, pomposo, prolisso, inutilmente pieno di note, digressioni, aggettivi.

se vi è piaciuta la guida non amerete questo libro, e però, allo stesso tempo e per lo stesso motivo, non potrete fare a meno di leggerlo.
perché la sola consapevolezza che là fuori, da qualche parte, esiste una “fine” alla storia di arthur dent e dei suoi amici che voi non avete ancora letto vi risulterà insostenibile.

pertanto fatevelo prestare o prendetelo in biblioteca, non ci sprecate un euro!

E un’altra cosa… di Eoin Colfer