9di52 – Avventure di piccole terre, di Ambrogio Borsani

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Avventure di piccole terre. Cinquantuno isole italiane

Dopo aver letto un capolavoro come La vita. Istruzioni per l’uso di Georges Perec era impensabile poter prendere in mano un romanzo e farsene catturare. Per questo il libro successivo è stato davvero un libro di rottura.
Avventure di piccole terre non è un romanzo, non è un libro di racconti, non è un libro di viaggi, non è neanche un libro di storia.
Non ricordo neanche più cosa avevo un mente quando l’ho preso in prestito in biblioteca, né se qualcuno me ne aveva parlato o ne avevo letto da qualche parte.
Non posso dire che non mi sia piaciuto, però l’ho trovato piuttosto inutile. Un compendio di isole scelte a caso (l’unico pregio ai miei occhi quello di raccontare anche la storia di schola e di mothia, le isole del mio cuore) delle quali l’autore racconta un pezzo di storia un po’ a caso.
E solo una riflessione da fare: è davvero difficile scrivere ben 51 finali coinvolgenti in un solo libro (e infatti l’autore non c’è riuscito).

8di52 – La vita istruzioni per l’uso, di Georges Perec

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La vita istruzioni per l’uso, di Georges Perec

È stato difficile arrivare in fondo a questo libro. Ma non perché non sia un bel libro, non perché non sia stato piacevole leggerlo, ma perché è difficile da leggere una scrittura fatta di elenchi interminabili di oggetti eterogenei, di fatti lontanissimi, intrecciati, invischiati gli uni agli altri per motivi futilissimi eppure imprescindibili.
È stato difficile perché comunque sono state oltre 500 pagine di storie che coinvolgono, fanno talvolta piangere e talvolta ridere e ci si trova di fronte a un così complesso catalogo di umanità che venirne a capo è quasi impossibile.
E io infatti ho dimenticato quasi tutte le storie che ho letto, e se dovessi dire, a 2 giorni dall’averlo terminato, qualche fatto saliente del libro, quale citerei? La storia di Bartlebooth, certamente, che tiene insieme tutte le altre come un ordito sottilissimo, la storia della ballerina che decise di abortire, la storia della donna che uccise un bambino e ne morì dieci anni dopo, la storia di un ebanista distrutto dal dolore per la morte della propria sposa, la storia di un amore travolgente ma purissimo tra una donna sposata e l’amico del marito. E mille altre microstorie che affiorano qua e là, nella memoria.
Solo a posteriori, terminata la lettura, mi sono incuriosita e ho scoperto che il libro viene citato da Calvino come esempio di “iperromanzo” insieme ai suoi Se una notte d’inverno un viaggiatore e Il castello dei destini incrociati e insieme a Il giardino dei sentieri che si biforcano, racconto di Jorge Luis Borges.
E ho scoperto che il romanzo è un esempio di opera del gruppo OuLiPo (acronimo dal francese Ouvroir de Littérature Potentielle, ovvero “officina di letteratura potenziale”) che mira a creare opere usando, tra le altre, le tecniche della scrittura vincolata detta anche a restrizione (il gruppo fu fondato da Raymond Queneau nel 1960 e ne fece parte anche Calvino).
E ho scoperto che il vincolo antoimpostosi da Perec riguarda la successione delle stanze all’interno dell’immaginario caseggiato al numero 11 di Rue Simon-Crubellier, XVII arrondissement: le 100 stanze (10 stanze per piano per 10 piani, dalle cantine al sottotetto) vengono esplorate con l’andatura del cavallo degli scacchi, generando 99 mosse e saltando una sola stanza.
(il libro mi ha fatto quasi saltare il progetto, perché per leggerlo ho impiegato ben più dei 7 giorni concessi, ma ho recuperato leggendo in fretta il libro della settimana successiva).
E ovviamente, come succede tanto spesso ai libri belli ed essenziali (cioè necessari), da questa lettura è scaturita l’esigenza di mille altre letture e di mille altri libri in attesa nel carrello virtuale delle biblioteche di Roma.

7di52 – Gli anni, di Annie Ernaux

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Gli anni, di Annie Ernaux

E, alla fine, il prestito interbibliotecario mi ha concesso di leggere Gli anni.
Un racconto lungo 60 anni. Dal 1940 a ieri.
Il racconto della storia della Francia, dell’Europa e del mondo visto con un duplice sguardo.
Il racconto della vita di una donna (una donna “qualsiasi” e quindi pur essendo “quella” donna lì in particolare è, nello stesso tempo, ciascuna donna).
Il “lei” che racconta le fotografie trovate qua e là, accumulate negli anni, nascoste in cassetti, tra le pagine di un libro, archiviate in un file.
E il “noi” che racconta la storia, gli eventi, la politica, la società, quello che scrivono i giornali, quello che dicono i politici, quello di cui parlano le persone.
Duplice soggetto.
Duplice protagonista.
Protagonista l’autrice e protagonista la lettrice inclusa in quel “noi”.
Un linguaggio che si fa ancora più scarno, più semplice, privo di metafore eppure terribilmente poetico. Anzi, poetico proprio nella sua nudità.
Uno sguardo, quello della scrittrice, sul mondo che è così acuto da diventare un faro che illumina il passato mentre lo scruta quasi al microscopio.
Gli anni è un capolavoro. Senza mezzi termini.
Un libro che ogni donna dovrebbe leggere.
Un libro da far leggere a ogni uomo.
E grazie a Michela Murgia che me ľha fatto conoscere.

6di52 – Il posto, di Annie Ernaux

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Il posto, di Annie Ernaux
Si può essere felici, da figli, nonostante i genitori. È di questo che scrive Annie Ernaux ne Il posto, il libro che dedica al padre e al suo rapporto con lui.
Questa consapevolezza, che la felicità nostra si può anche fondare su un tradimento nei “loro” confronti si fa crudele quando pensi che anche per “loro” (i tuoi figli) sarà lo stesso.

Anche loro presto saranno felici, nonostante te.

Con le sue parole semplici e schiette, quelle che chiamano pane il pane e dolore il dolore, Annie Ernaux ci racconta la storia di un uomo che per tutta la vita ha lavorato per fare la figlia “altra da sè” con fatica, con pazienza, senza esitazione, ha lavorato perché la figlia si allontanasse da lui. È così che va sempre? O c’è un’altra via per crescere i figli?

Il libro di Annie Ernaux è brevissimo, poco più di un racconto e usa parole quotidiane, ma scava terribilmente a fondo nell’animo dei genitori e dei figli (sia che siano anche genitori o che siano “solo” figli).