31di52 – Il buio oltre la siepe, di Nelle Harper Lee

Continuo a rubare libri ai miei nipoti, ed è un bene, perché quando io ero alle medie nessuno si sarebbe mai sognato di darci da leggere, per le vacanze, un libro come Il buio oltre la siepe.
Forse non erano tempi in cui preoccuparsi del razzismo, quando io ero alle medie quello che preoccupava davvero i genitori di ogni ragazzo e ragazza di Torpignattara era l’eroina.
Detto questo, sono rimasta stupita perché Il buio oltre la siepe è un libro bellissimo, neanche lontanamente un libro “da ragazzi”. Un capolavoro vero, che rimane nel cuore, ci fa la tana. Un libro che tutti i ragazzi dovrebbero leggere perché pieno di una saggezza senza complicazioni e comunque senza compromessi.
Un libro necessario per capire l’animo umano, per comprendere come diventare uomini e donne migliori.
Un romanzo che mi ha ricordato La banalità del male di Hannah Arendt e La banalità del bene di Enrico Deaglio, ma accessibile a tutti. Un grandissimo, enorme pregio.

30di52 – La canzone dei migranti, di Fabio Rocco Oliva

No, non seguo nessun criterio nella scelta della successione dei libri. Questo vuol dire che dopo aver riso molto con il libro precedente, la settimana successiva sono sprofondata nella più cupa depressione leggendo La canzone dei migranti.
Perché il libro di questa settimana è un romanzo reale o forse meglio un resoconto di cronaca che ti strappa le budella per l’angoscia.
Dovrebbero leggerlo tutti quelli che:
– aiutiamoli a casa loro…
– io non sono razzista, ma…
– prima gli italiani…
– ci rubano il lavoro…
– stuprano le nostre donne…
– sono come scimmie…
Ma la triste verità è che invece lo leggono quelle come me e se ne fanno una malattia.
Perché ci deve essere un modo migliore per far sì che il mondo sia un luogo accogliente per tutte e per tutti. Perché loro, i migranti, non farebbero quello che fanno se il mare aperto di notte a bordo di una bagnarola non fosse mille volte più sicuro che non restare a casa.
Arriva il momento in cui si deve prendere una posizione che non è sicura, né conveniente, né popolare ma la si deve prendere perché la propria coscienza ci dice che è giusta. E se lo dice Martin Luther King noi non possiamo che obbedire.
Ed è GIUSTO accogliere, aiutare, salvare, consolare, proteggere.

29di52 – La verità, vi spiego, sull’amore, di Enrica Tesio

Un libro che ha come titolo (quasi) un verso della mia poesia preferita (che a 18 anni mi feci scrivere su una maglietta che ancora conservo) dovevo leggerlo per forza.
Ho riso molto leggendolo, e non solo perché sono madre e dunque “posso capire” (l’ho già detto che questa frase è una cazzata?), ma soprattutto perché è un libro scritto per far ridere in modo abbastanza convincente.
Soprattutto divertenti le descrizioni delle categorie: le tipologie di mamme, le nonne, le famiglie.
E poi divertente il continuo deja-vu: il tatO invece della tatA (ma il mio non era un bidello-poeta), la mia famiglia corpo-a-corpo e la famiglia minuetto di lui, il mio lavoro così simile al suo e il lavoro di lui pure…
Poi che dire, ero (anzi sono) una appassionata lettrice del blog (ti asmo: l’amore prima o poi arriva. e ti incula) e, finito il libro, ho anche visto il film.
Direi che alla Tesio ho dato più di una chance e va bene così. Tutte le ore che le ho dedicato mi hanno fatto sorridere o ridere, lo ritengo un pregio inestimabile.

28di52 – L’armata dei sonnambuli, di Wu Ming

Di Wu Ming ho letto tutto. E quello che non ho letto in realtà non l’ho “ancora” letto ma lo leggerò presto.
Quindi parto svantaggiata perché da Wu Ming mi aspetto, come minimo, il capolavoro alla Q.
Ma è normale che non tutti i libri siano capolavori.
Questo è, alla partenza, davvero lento, faticoso e pesante. Ti viene voglia di gridare “Hey… allora, quando si comincia?“.
Ma in realtà il libro è già bello che cominciato, e prosegue così, un po’ lento e un po’ pesante.
Mi è piaciuto lo stile frammentato dei capitoli, alcuni infiniti a più voci, altri brevissimi elenchi burocratici, trascrizioni di sedute pubbliche della Convenzione e lettere, resoconti, estratti di altri testi.
Quello che non m’è piaciuto invece è che, alla fine, una fine non c’è.
Come finisce il libro?
Boh?
L’escamotage di fare il riassuntino del futuro e delle testimonianze storiche non mi è bastato.
Però, allo stesso tempo, ho apprezzato la scrittura precisa, il perfetto mescolarsi dei registri, la cura dei dettagli.
E ho apprezzato la visione della storia fatta non dai “famosi” ma dal popolo, la storia “sociale”, la rivoluzione francese non di Robespierre o Marat o Danton o Saint-Just, ma quella di Marie, Leò, Treignac, Bastien.

27di52 – Ciao, tu, di Beatrice Masini e Roberto Piumini + La rivoluzione non è un pranzo di gala, di Ying Chang Compestine

Ciao, tu, di Beatrice Masini e Roberto Piumini

Un altro libro per ragazzi e ragazze, che parla di adolescenti alle prese con le prime cotte, i primi contatti.
Bella la storia, l’intreccio delle lettere scritte da una all’altro. Tenerissimo il ricordo di come era, quasi trent’anni fa tra i banchi di scuola anche per me, innamorata del compagno di banco, timida e risoluta. Spaventata e curiosa.
È un libro di qualche anno fa (si capisce dall’assenza altrimenti ingiustificata degli smartphone) ma nonostante questo io spero che la storia possa essere eterna, che non cambi con il cambiare del mezzo.
Un libro semplice che a mia nipote è piaciuto abbastanza (sebbene mi abbia fatto notare che lei è già grande per storie come questa. certo ha 15 anni ormai!) e a me anche.

La rivoluzione non è un pranzo di gala, di Ying Chang Compestine

(un altro libro “strappato” a mia nipote, che legge quasi più di me… ho detto quasi).
Gli anni della rivoluzione culturale cinese visti con gli occhi sbarrati di una bambina.
La lenta e inesorabile devastazione che avanza insieme alla stolidezza e