5di52 L’altra figlia, di Annie Ernaux

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L’altra figlia, di Annie Ernaux
Come ho già scritto anche questo libro l’ho letto perché certe volte il prestito interbibliotecario decide per te e ti concede di leggere prima quello che avresti voluto leggere dopo, e viceversa. ma bisogna sapersi accontantare, perché le biblioteche comunali sono luoghi preziosi da amare.
L’altra figlia è un libro scritto come una lunga lettera indirizzata alla sorella dell’autrice, morta prima della sua nascita. Il racconto raccoglie i brevissimi e labili indizi della vita della sorella mai conosciuta, per dare un senso all’infanzia stessa di Annie Ernaux.
Ma è possibile riuscire a dare un senso al fatto di non essere “la figlia“, “una figlia unica“, ma “l’altra figlia“, la seconda, quella che ha preso il posto della prima e che non ci sarebbe stata se la prima non fosse morta due anni prima della nascita di lei?
Dare un senso alle foto trovate per casa, nei cassetti o tra qualche libro, in cui una bimba (ma sono io? sembro io, eppure non mi “riconosco”) guarda l’obiettivo o gioca o tiene per mano il suo papà (il loro papà).
Ancora una volta una vicenda personalissima diventa universale dialogo con il passato, con l’infanzia, con i propri genitori che non sono solo “i tuoi genitori“.
E per me, che bambina sognavo, terrorizzata e affascinata, di essere figlia adottiva, di non essere “come gli altri fratelli“, di essere così “diversa“, questo racconto diventa quasi una terapia. Un percorso di ritorno all’infanzia, alle mancanze di senso che ci sono sempre in quegli anni, alle assolutezze che devastano il cuore di dolore (non mi amano come amavano “lei”, non potrò mai essere perfetta come “lei”).

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