kurt vonnegut, mattatoio 5 o la crociata dei bambini

mattatoio 5 o la crociata dei bambini, kut vonnegutAvevamo dimenticato che a fare la guerra sono i ragazzini. Quando ho visto quelle facce appena rasate, è stato uno choc.
‘Dio mio, Dio mio,’ mi sono detto, ‘questa è la Crociata dei Bambini’.

la crociata dei bambini fu un movimento di poveri che dalla francia e dalla germania cercarono di raggiungere la terra santa nel 1212 e finirono venduti schiavi a mercanti musulmani. sull’attendibilità delle fonti si dibatte ancora e non si ha la certezza che si trattasse davvero di puer/fanciulli o di pauper/poveri.

ma tant’è. il senso del racconto è nella follia delle gesta, nell’assurdità di voler mandare bambini a liberare la terra santa.

il libro di kurt vonnegut è invece un libro di fantascienza (è vero AVEVO detto che la fantascienza non mi piace, non è proprio tutta colpa mia se continuo ad incapparci) e narra le vicende assurde che capitano a bill pilgrim (il pellegrino, come i crociati, appunto) tra viaggi nel tempo e nello spazio, con alieni, una moglie non amata e due figli estranei.

è un libro contro la guerra, uno dei più devastanti e più sinceri.

perché della guerra mostra quello che più di tutto va mostrato: l’assurdità e la follia.

della distruzione di dresda avevo già letto, tanto tempo fa, nel libro Storia naturale della distruzione, di W. G. Sebald. avevo letto con sconcerto della donna che tiene nella valigia il cadavere carbonizzato del figlio (e mi aveva fatto una terribile impressione già allora, che non ero madre e davvero “non potevo capire” il senso di quel gesto). avevo letto dell’ineluttabilità degli eventi. quelle bombe erano state costruite e dunque dovevano essere usate (semplice conseguenza di un processo economico assurdo). avevo letto delle città tedesche senza ombre, senza più un edificio o un albero a fare da riparo. degli animali dello zoo di berlino in fiamme.

ora il libro di vonnegut mi fa tornare alla mente quelle scene.

ma lo fa in un modo meno tremendo, con pause quasi comiche di scene di vita coniugale (o quasi) in una bolla di vetro sul pianeta di tralfamadore, con la descrizione surreale degli abiti di bill, con i cambi di tempo che spostano continuamente lo scenario, da quello drammatico del tempo di guerra a quelli del tempo di pace.

e questo modo più lieve ma non meno inciviso mi ha permesso di vedere la piena assurdità della guerra.

il giovane e inadatto bill (così come il giovane kurt) arrivano da prigionieri a dresda e per la prima volta rimangono abbagliati dalla bellezza di una città europea, come in america non ce ne sono, antica, nobile, elegante.
e poi assistono alla sua distruzione, alla sua trasforazione in un cimitero a cielo aperto.

uscirono dal loro buco sotto il mattatoio n°5 il 15 febbraio 1945 e della città di dresda non era rimasto nulla.

che il bombardamento delle città tedesche fosse inutile ai fini della risoluzione della guerra è chiaro, che sia stato un atto inumano è certo, che si sia cercato di passarlo sotto silenzio per 40 anni è ignobile.
ho però letto in rete articoli farneticanti sul “vero olocausto” e questo non mi è piaciuto.

il sonno della ragione genera mostri. il primo dei suoi figli è la guerra.

kurt vonnegut, mattatoio 5 o la crociata dei bambini

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