15di2019 – Liberati dalla brava bambina, di Maura Gancitano e Andrea Colamedici

Il primo libro del bookclub!
Eh sì, perché BASTA CON LE LETTURE SOLITARIE! Mi serviva un bookclub per riconoscere che non sono sola nell’universo.
In realtà, che non sono sola lo so da un pezzo. Lo vedo in metropolitana, dove scambio sguardi di intesa e di partecipazione da parte di altre lettrici e altri lettori in bilico in un vagone affollatissimo. Lo vedo dal gesto gentile con il quale ti permettono di “sbirciare” il titolo del loro libro, perché sanno che, se sei come loro (e lo sei, sennò non saresti in bilico nel vagone affollato a leggere un libro con il sorriso stampato in faccia o le lacrime ferme sulla soglia delle ciglia), sei anche curiosissima di sapere le altre, gli altri, che cosa leggono.
Comunque, chiacchiere a parte, a Roma Sud-Est esiste un bookclub. E no, non l’ho fondato io, ma LEI. E si chiama Strategie prenestine e qui racconta come è andata la prima puntata!
Come vedrete la prima conseguenza di un bookclub è sicuramente quella di far diventare INFINITA la tua lista dei libri da leggere, perché, tra quelli proposti e quelli “più amati di sempre” abbiamo due elenchi che levate! altro che 52 libri all’anno, ne dovrei leggere 520!
Tipo, solo per dire, la lista delle proposte è questa:

  • Attraversare i muri, Marina Abramovic
  • Il racconto dell’ancella, Margaret Atwood
  • L’inconfondibile tristezza della torta al limone, Aimee Bender
  • Le ferite originali, Eleonora C. Caruso
  • Transiti, Rachel Cusk
  • Mangia prega ama, Elizabeth Gilbert
  • La rana bollita, Marina Iannorta
  • Un matrimonio americano, Tayari Jones
  • L’uomo che trema, Andrea Pomella
  • Salvare le ossa, Jesmyn Ward
  • L’educazione, Tara Westover

Fatto sta che questo è il libro che dovevo leggere e l’ho letto.

[… continua in pausa pranzo]

13di2019 – Imperial Bedrooms, di Bret Easton Ellis

Imperial Bedrooms non mi è piaciuto. Perché? Non saprei esattamente, ma per una serie lunga e non precisa di motivi è un libro che non “è nelle mie corde”.
Parla di sesso, droga, l’impero del cinema, donne e uomini bellissimi oppure ricchissimi oppure potentissimi. Un mondo che è lontano dal mio immaginario e che non mi interessa.
La scrittura di Bret Easton Ellis è “confusa” o forse sono io che l’ho trovata tale.
E forse io davvero non ho capito lo “scandalo” di Ellis (scandalo in senso generale, forse dovrei dire il turbamento o lo sconcerto).