vigilessa…

sì, proprio te, che stamattina mi hai detto che dovevo scendere dal marciapiede…

sappi che sei una stronza che non capisce neanche il motivo per cui sta facendo il lavoro che fa.

se mandi in mezzo al traffico della casilina delle 8 del mattino una donna in bicicletta che porta sul seggiolino il figlio a scuola significa che non ti importa niente di migliorare la mobilità in questa città. e allora che c@zz# ci stai a fare con quella divisa addosso?

se questa fosse una città normale io andrei sulle piste ciclabili.

se questa fosse una città normale gli automobilisti non cercherebbero di uccidermi a ogni incrocio (perché l’automobilista guarda a destra e a sinistra, vede la bici e pensa “ok, libero, non c’è nessuno”… nessuno??? e quella lì in bici come la chiami?)

se questa fosse una città normale avrei la rastrelliera cui attaccare la bici davanti alla scuola di mio figlio, davanti al ministero dove sono a lavorare, davanti al mio ufficio…

se questa fosse una città normale in un paese normale non si parlerebbe di mobilità sostenibile, si sosterrebbe la mobilità in bicicletta, senza parlarne.

la bicicletta è il mezzo del futuro. qualcuno stenta ancora a capirlo, ma prima o poi gli cadrà sulla testa la verità, l’evidenza e allora smetteremo di essere alieni da sbeffeggiare, ma saremo il traffico, la massa critica.

e la città normale sarà profumata, silenziosa, allegra, colorata e bellissima.

nel frattempo a te, vigilessa stronza voglio solo dire: “ma v@ff@nql#”

city fit for cycling – the times

il primo vero post sul nuovo blog non è una recensione di libri, ma la diffusione di una campagna lanciata da the times per la sicurezza dei ciclisti sulle strade inglesi…

bisogna diffondere queste iniziative, perché usare la bici è l’UNICO sistema SOSTENIBILE di trasporto individuale all’interno delle città.

e noi ciclisti, che col freddo e col gelo ci mettiamo in marcia verso l’ufficio ogni giorno, magari col bambino sul seggiolino posteriore, siamo eroi ed evangelisti, non BERSAGLI!

esagerato?

non so, vedete voi… con 0 gradi e il ghiaccio…

comunque bando alle ciance, ecco il manifesto.

The Times has launched a public campaign and 8-point manifesto calling for cities to be made fit for cyclists:

  1. Lorries entering a city centre should be required by law to fit sensors, audible turning alarms, extra mirrors and safety bars to stop cyclists being thrown under the wheels.
  2. The 500 most dangerous road junctions must be identified, redesigned or fitted with priority traffic lights for cyclists and Trixi mirrors that allow lorry drivers to see cyclists on their near-side.
  3. A national audit of cycling to find out how many people cycle in Britain and how cyclists are killed or injured should be held to underpin effective cycle safety.
  4. Two per cent of the Highways Agency budget should be earmarked for next generation cycle routes, providing £100 million a year towards world-class cycling infrastructure. Each year cities should be graded on the quality of cycling provision.
  5. The training of cyclists and drivers must improve and cycle safety should become a core part of the driving test.
  6. 20mph should become the default speed limit in residential areas where there are no cycle lanes.
  7. Businesses should be invited to sponsor cycleways and cycling super-highways, mirroring the Barclays-backed bicycle hire scheme in London.
  8. Every city, even those without an elected mayor, should appoint a cycling commissioner to push home reforms.

che dire, sono inglesi, idee chiare a chiare lettere.

velorution

10 ciclisti stamattina.
10 in 8 km.
siamo alla velorution?
(analisi dei ciclisti incontrati:
4 donne
6 uomini
3 biciclette da città
7 mountain bike
1 genitore con 1 figlio sul seggiolino
2 biciclette con seggiolini (vuoti)
1 genitore con 2 figli (seggiolino anteriore e seggiolino posteriore): ufficialmente l'eroe di oggi!

velorution

in sella!

ho perso un'ora di lettura al giorno (*).
ma ho riguadagnato la libertà.
sono di nuovo in sella (**)!

(*) il tempo che impiegavo ad andare e tornare dall'ufficio in metro ogni giorno.
(**) pedivella, accessoriata di un nuovo fiammeggiante seggiolino posteriore per bambini fino a 25Kg, sfreccia di nuovo per le strade di roma…

un tir, vedetela come volete voi

vero, sono mesi che non scrivo, ma che devo dire?
sbattuta qua e là per la penisola (lo so, mi sto lamentando, in fondo vado solo a Palermo e in fondo sono solo due giorni a settimana e, in fondo in fondo, questa è pure l’ultima volta), però è tutto così complicato!

fare la valigia, scegliere le mattonelle, pensare a dove mettere le prese e come posizionare gli altoparlanti e poi di nuovo fare la valigia, svuotare la cantina, inscatolare servizi di piatti, spostare mobili, chiamare tua sorella per dirle se vuole il servizio da tè con le rose stile inglese e poi fare di nuovo la valigia… quasi senza fine.

però una fine c’è. torno a roma, e forse, dico forse, per un po’ non mi muovo.
forse, e dico forse, le mattonelle le abbiamo scelte.
forse, ancora forse, i lavori cominceranno in settimana.
così potrò dedicarmi ad altro e finalmente potrò andare a comprare i freni nuovi per pedivella, che sennò, la prossima volta che incrocio un tir (o meglio che un tir mi taglia la strada… o che io taglio la strada a un tir, vedetela come volete voi) ci finisco sotto!

alessio lega – ode alla bicicletta

Ode al moto perpetuo di Alessio Lega
(Resistenza e amore)

io canto l’equilibrio del moto perpetuo
io canto la vita che si muove silente
io sussurro nell’aria in cui circolo e nuoto
io mi avvito per strade, seguo tutta la gente
e fra tutta la gente porto il genio fecondo
dell’ingegneria che sconfigge la fretta
senza strepito o fumi che inquinino il mondo
lode eterna, signori, per la mia bicicletta.

lode eterna al pedale, al manubrio, alla ruota
al fanale di dietro, alla dinamo avanti
al campanellino, alla sua unica nota
alla voce argentina che vi squilla l’attenti.

state attenti che questo è il vero progresso
ed è il nesso che lega una tecnologia
che senza ridurre il mondo ad un cesso
ti moltiplica la tua stessa energia.

"La rivoluzione – compagni – arriverà in bicicletta"
suola e pedale
questo è il vero ideale.

senza fretta – compagno – boicotta il motore
senza fare rumore
calpesta il potere.

occhio al ginocchio
è lo stinco che stendo.

la rivoluzione sta già pedalando!
il vibrante mormorio della ruota dentata
dente a dente si insinua, dente a dente incatena
la catena trattiene l’energia liberata
e la libra veloce, precisa e serena
e la bicicletta – metaforicamente –
simboleggia una vita che non sia foglia al vento
ma passione e pensiero, sia corpo e sia mente
in cui si resta in piedi finché c’è movimento.

circolare a tutti i movimentisti
lettera aperta a chi vive lottando:
ciclicamente, internazionalisti
unitevi in ogni parte del mondo!

non avrete da perder le vostre catene
ma da stenderle fra le due ruote in tensione
libertari, anarco-ciclisti conviene
arrivarci a pedali alla rivoluzione!

"La rivoluzione – compagni – arriverà in bicicletta!"
la salita ora è pesa
verrà la discesa!

senza fretta – compagno – boicotta il motore
senza fare rumore
calpesta il potere.

occhio al ginocchio
è lo stinco che stendo
la rivoluzione sta già pedalando!

per scaricare tutto l’album
per leggere tutte le parole
per seguire il blog
per saperne di più

sul perché di questa canzone:
perché è la più bella ode alla bicicletta che abbia mai letto
perché Alessio Lega ha scritto la più bella canzone sui fatti di Genova (la più bella in assoluto, mi perdonino tutti gli altri)

ciemmona, grazie

grazie a tutti.

grazie ai ragazzi che abbiamo incontrato a san lorenzo il pomeriggio di sabato, perché subito abbiamo capito che si stava muovendo qualcosa di grande…
grazie ai due ciclisti napoletani, che sono arrivati in bici, partendo la mattina presto e con i quali abbiamo chiacchierato sul prato davanti a san giovanni…
grazie al tizio che chiave inglese in mano, ci ha minacciato all’uscita della tangenziale sulla prenestina…
grazie alla ragazza circondata dalle bici, che rideva e rideva e rideva…
grazie ai due fidanzati milanesi che ci hanno raccontato l’avventura di prendere il treno con le bici da roma a milano e con i quali abbiamo condiviso i sampietrini del circo massimo…
grazie a selma, la bambina milanese (anche lei), che ha saltato la scuola venerdì per venire a vedere la critical mass di roma…
grazie al fotografo che ci ha fatto le foto a piramide…
grazie a silva e a unto (il suo coniglio di peluche) che vengono dalla finlandia, ma anche un po’ dal belgio, e insomma, vanno e vengono un po’ da tutta europa, sempre insieme e sempre in bici…
grazie a sette e al suo grido di battaglia "pedalate e purificatevi", lanciato durante la salita spezzagambe della cristoforo colombo…
grazie alle ciclofficine e ai ciclomeccanici…
grazie ai due ragazzi in tandem con l’impianto stereo, soprattutto grazie per quando, fermi all’incrocio in vista del mare, hanno finalmente messo qualcosa di cantabile (la bandabardò con se mi rilasso collasso… che, a quel punto e fermi in salita, ci stava proprio tutta!).
grazie a tutti.

andare in bici è bello, l’ho scritto tante volte sulle pagine di questo blog, ma la critical mass mette i brividi, fa accapponare la pelle, lascia sbalorditi!

ciemmona 2008 - la marea di bici verso ostia
ciemmona 2008 – la marea di bici verso ostia

waiting ciemmona

sto per fuggire via dall’ufficio…

mi aspettano tre giorni in sella alla mia bici.

e a questi tre giorni voglio dedicare le parole di questa canzone di Silvestri:

«… e poi
correre nel traffico
mettersi il soprabito
respirare microbi
perdersi nei vicoli
inciampare negli ostacoli
affidarsi a degli oroscopi
arrabbiarsi con le nuvole
evitare le pozzanghere
sì ma …»