le creature selvagge, dave eggers

dave eggers, le creature selvaggecome si possa, da un albo illustrato che riporta non più di una decina di frasi, creare un film di due ore e un libro di 200 pagine è un mistero che ancora non mi spiego.

ancora di più perché sia il film che il libro sono il perfetto complemento di quell’albo, la giusta interpretazione.

dave eggers dice di aver amato il libro di sendak fin da bambino.
e deve averlo letto cento o mille volte, deve averne studiato le immagini con la lente d’ingrandimento, deve averci dormito insieme e sognato di essere max per notti e notti.

altrimenti non si spiega questa corrispondenza così assoluta e così totale e così intensa.

la storia è quella nota, max, mandato a letto senza cena, giura vendetta e “scappa” di casa e approda in un’isola popolata da creature selvagge. nonostante siano mostri terrificanti max li sottomette e ne diventa il re.
è incredibile vedere come i bambini si immedesimino nell’eroe max e come capiscano al volo, meglio di quanto possa fare io adesso, scrivendo, la natura di quegli esseri mostruosi, che altro non sono che le nostre paure, il nostro lato selvaggio, il nostro immaginario.

per fabio, che ama i mostri e lascia caramelle nell’armadio per il “suo” babau, questo libro è stata una rivelazione (nonostante la fatica di portarne a termine la lettura, che ha richiesto quasi un mese!) completata dalla visione del film.

un modo bellissimo per far capire ai bambini che i sentimenti che proviamo possono a volte essere esplosivi e distruttivi, ma che alla base c’è sempre l’amore, che l’amicizia vale più di ogni cosa e che la casa è il luogo dove far ritorno (quando se ne sente il bisogno) e che, alla fine di tutto, comunque ne è valsa la pena.

dave eggers, le creature selvagge

maurice sendak, nel paese dei mostri selvaggi

spike jonze, nel paese delle creature selvagge

spike jonze, nel paese delle creature selvagge

un film e due libri, un sogno, latinoamericano

ho deciso i libri da portarmi in vacanza, devo solo andare a comprarli, che ieri notte sono andata alla feltrinelli dell’argentina, ma, come ho già sentito dire da qualcuno in giro, mi sono ritrovata molto spaesata… troppo enorme!

cmq ieri sera sono andata FINALMENTE a vedere un film che volevo vedere da quando è uscito:I diari della motocicletta.

per diversi motivi questo film mi è piaciuto senza riserve:

1- il fatto che i due partono per un bel viaggio con una moto di 23 anni… 23 anni, tanti quanto ne ha la nostra, di moto… una honda vecchia e gloriosa… che d’ora in poi sarà chiamata “LA PODEROSA

2- il fatto che alberto sta per compiere trent’anni (lo so così bene come ci si sente che per tutto il film mi sono sentita addosso la sua stessa frenesia di fare…)

3- perché quel viaggio è un sogno, perché, a parte quello che riserverà loro il futuro, quei due ragazzi in giro per il sudamerica sono strazianti come poeti ed eroici come antichi esploratori.

insomma, facciamola breve, che non sono capace di essere lirica, il film mi ha entusiasmato e adesso io vado a comprarmi in libreria Latinoamericana di Ernesto (Che) Guevara e Un gitano sedentario, di Alberto Granado.