24di52 – Le piccole persone, di Anna Maria Ortese

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Le piccole persone, di Anna Maria Ortese

Di Anna Maria Ortese non ho letto altro se non questo libro di brevi scritti (saggi, articoli, lettere, pensieri e appunti) per la maggior parte inediti alla sua morte e raccolti a posteriori.
Il fil rouge del libro è la denuncia della crudeltà dell’uomo nei confronti degli animali e della natura. O meglio, peggio ancora della crudeltà, la cecità completa, la totale incapacità dell’uomo/umanità di comprendere le ragioni della natura, che la Ortese considera inoltre senza possibilità di cura, salvezza o redenzione.
Il linguaggio complicato e lo stile complesso ne fanno un testo difficile da leggere. Frasi fatte di incisi, subordinate, in un profluvio di virgole e trattini. Una denuncia contro i delitti dell’arroganza dell’uomo, contro l’incapacità dell’uomo di comprendere la sua nullità nei confronti del mondo che lo ignora e la nullità del mondo nei confronti dell’universo.
Forse un eccesso di “spirito”, il continuo riferimento a “dio”, al soprannaturale, al metafisico lo rende poco attuale, poco universale, mentre per la tematica e il sentimento sarebbe del tutto condivisibile. Ma chi l’ha detto che non basta l’etica laica per sostenere i diritti delle piccole persone?

23di52 – Isole, di Marco Lodoli

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Isole, di Marco Lodoli

Un libro che mi ha fatto perdere un sacco di tempo perché mi ha costretta a fermarmi ogni 2 righe a prendere appunti per creare una mappa dei luoghi che voglio andare a vedere/rivedere/scoprire.
Marco Lodoli non è un grande scrittore. Tiene una rubrica sul Messagero e parla di Roma.
Una Roma quotidiana, fatta di piccoli e piccolissimi particolari, angoletti nascosti, piccole perle.
A me il libro è piaciuto (nonostante abbia letto in rete feroci critiche) perché ha alimentato la mia curiosità e la mia voglia di scoprire e andare in giro e imparare cose nuove e ricordare cose dimenticate.
Ora mi tocca di comprare e leggere il secondo volume e soprattutto mi tocca continuare ad aggiornare la mia mappa online 🙂

22di52 – La ragazza del treno, di Paula Hawkins

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La ragazza del treno, di Paula Hawkins

Poco dopo aver finito questo libro, ancora piena di dubbi sulla sua qualità e sul perché del planetario successo, mi è capitato di leggere la recensione di D’Orrico su La Lettura del nuovo libro della Hawkins (di cui non so neanche il titolo). Ebbene, D’Orrico riassume con perfezione la mia impressione su La ragazza del treno, quando scrive: «[…] Il giallo precedente di Paula Hawkins (l’infestante La ragazza del treno) è il più bruto che ho letto in vita mia. Letto il secondo, mi capisco che il primo non era un episodio isolato, ma una tradizione come le annegate. Niente voto. Per insuperabile conflitto di disinteresse.».
idem.

21di52 – Norvegian Wood, di Murakami Haruki

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Norvegian Wood, di Murakami Haruki

Solo da poco ho iniziato a leggere Murakami.
Confesso che sulle prime 1Q84 mi aveva lasciata perplessa (come mi lasciano perplessa i libri che non si possono classificare. Si tratta di fantascienza? È un libro surreale? Parla di magia?). Quindi è stato con timore che mi sono avvicinata a Norvegian Wood. Complice il consiglio di una collega e una playlist su Youtube (questa qui) che mi ha immersa in una atmosfera piacevole, “antica”, che mi ha incuriosita.
Norvegian wood è il libro che non ha nulla di surreale o onirico, è invece semplice e normale, intimo e introspettivo (come è scritto anche in quarta di copertina). Il racconto preciso, puntuale e faticosissimo di come ci si senta durante il difficile passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Di come sesso e morte irrompano nella vita di un giovane uomo che diventa adulto.
Con questo libro Murakami si è guadagnato un’altra possibilità da parte mia e ora sono qui a fare l’elenco dei suoi libri che dovrò leggere.

20di52 – HOOT, di Carl Hiaasen

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HOOT, di Carl Hiaasen

Un altro libro per ragazzi e ragazze, diciamo tra gli 11 e i 13 anni.
Un libro divertente, ma anche molto ben scritto. Una trama coerente, personaggi giustamente approfonditi.
Un ragazzino, Roy, intelligente, curioso, generoso e ironico. Un bullo grosso e scemo. Un fratello e una sorella che cercano di sopravvivere all’idiozia e cattiveria dei genitori.
Sullo sfondo una battaglia ecologica, la multinazionale cattiva e i ragazzini più coraggiosi degli adulti.
Una breve lettura coinvolgente e gradevole.

p.s. dopo due libri per adolescenti scritti da scrittori americani mi rendo conto che il problema del bullismo deve davvero essere incombente in America.

19di52 – Le ragazze di Kabul, di Roberta Gately

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Le ragazze di Kabul, di Roberta Gately

Un libro che qualche anno fa è stato un bestseller, della serie “il più letto sotto l’ombrellone”.
Sebbene io non disprezzi i bestseller (purchè si legga val bene anche un libro da ombrellone), questo romanzo mi ha dato fastidio. Nonostante sia stato scritto da una donna che ha vissuto davvero in Afganistan lavorando come infermiera, mi sembra che manchi di verità. Sarà perché in me c’è il ricordo dei racconti di Gino Strada, ma questa storia di rossetti, amori, aitanti marines e talebani mi ha fatto innervosire. E va bene pure che per forza noi siamo i buoni (scrittrice americana) e loro sono le forze oscure del male, ma la riduzione e la semplificazione cui sono stati ridotti i “cattivi” è, a mio giudizio, eccessiva.
Alla fine, un libro appena più impegnato di un harmony sentimentale e una scrittura banale.

18di52 – La ragazza delle arance, di Jostein Gaarder

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La ragazza delle arance, di Jostein Gaarder

Se Il mondo di Sofia fa parte del mio bagaglio di letture di ragazza, questa bella lettera a 4 mani, da padre a figlio, sento che mi rimarrà nel cuore ora che sono madre e, come si dice, “posso capire”.
Un padre che sa di dover morire a breve scrive una lettera al figlio adolescente che sa che non potrà conoscere. E se lo spunto narrativo è strappalacrime, tutto il romanzo giocato sugli incastri tra le parole del padre dal passato e quelle del figlio nel presente è lieve e insieme profondo.
Mi ha commossa. E mi ha fatto pensare a quante cose bellissime diamo per scontate, a partire dal tempo.
Un libro che si porta con sé buoni propositi per il futuro è un buon libro.
Un libro che puoi passare al tuo vicino di letto suggerendogli di leggerlo è un buon libro.
Un libro che sei sicura non dimenticherai è un buon libro.

17di52 – Stargirl, di Jerry Spinelli

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Stargirl, di Jerry Spinelli

Un libro per adolescenti, letto prima di passarlo a mia nipote 🙂
Ambientato in una scuola superiore americana dove pare che per affermare la propria personalità sia necessario parlare coi topi e vestire di gonne a fiori.
Non ho 15 anni (per fortuna :-)) quindi non mi è piaciuto.
Sentirò cosa ne pensa mia nipote!

16di52 – I veri nomi, di Andrea De Carlo

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I veri nomi, di Andrea De Carlo

De Carlo, una lettura facile e senza pretese, che avrebbe dovuto farmi recuperare un po’ di giorni (visto che Canale Mussolini e Il Centenario erano lunghi e ho sforato con i giorni).
Ma invece la storia, che inizia svelta, a un certo punto si arena e non c’è verso di farla procedere e la lettura diventa un po’ faticosa, lenta.
Come si dice? Un po’ libro “generazionale”, un po’ “bildungsroman”, un po’ libro di formazione, un po’ beat generation e on the road, un po’ Thelma e Louise al maschile… La storia di due ragazzi che per noia finiscono in un enorme pasticcio.
De Carlo musicista e scrittore che vuole unire le due passioni (l’inizio è così convincente che sembra autobiografico).
Mi sarebbe piaciuto ascoltare il cd che originariamente doveva essere allegato al libro, ma la mia copia ne era sprovvista. Immagino sarebbe stata la colonna sonora perfetta per questa lettura.
Ho lasciato la mia copia alla stazione La Fayette della metro di Parigi. Spero che il libro faccia buon viaggio.

15di52 – Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, di Jonas Jonasson

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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, di Jonas Jonasson

Un libro assurdo.
Pieno di humour e surreale.
Ripercorre la storia degli ultimi 100 anni dal punto di vista di un uomo che per non volersi mai interessare di politica in realtà è stato un politico per tutta la vita (no, non è neanche per sbaglio e neanche di striscio un libro che possa essere considerato “storico”, neanche alla larga, ma sta di fatto che cita episodi della storia degli ultimi 100 anni e alla fine una un ripassino se lo fa).
Un libro che si legge con piacere per tutte e 446 pagine, un libro per sorridere e divertirsi.
Un libro leggero (tranne che se te lo porti in borsa sulla metro ogni mattina per una settimana) che fa piacere leggere perché innanzitutto è scritto bene ed è tradotto bene (il che è sempre meno spesso una cosa da dare per scontata).
Finito il libro viene voglia di vedere il film, ma per quello c’è tempo.
Nel frattempo una domanda: chi non lo vorrebbe un nonno così?