trilogia in cinque volumi

eccomi qui, sulla metro, una mattina qualsiasi. ma senza libro.

perché? perché ieri sera ho finito “praticamente innocuo” e non ho il coraggio di aprire “e un’altra cosa…” perché non l’ha scritto lui e temo di non riconoscere né arthur dentford perfect.

e dire che la fantascienza non è affatto il mio genere. e, a parte douglas adams, non ho praticamente letto altro di fantascienza.

però queste storie assurde e scombinate, senza un filo logico, senza capo né coda, sono divertenti e, a modo loro, anche illuminanti di come siamo noi umani, con le nostre debolezze e le nostre paranoie.

cosa dire, infatti, della storia della nave piena di esperti marketing e parrucchieri mandata allo sbando nell’universo? cosa dire di random, che, nonostante tutto, è proprio una pre-adolescente terrestre? cosa dire di uno che potrebbe navigare per sempre per l’universo, ma che, per essere felice, finisce a fare il paninaio in una specie di terra di un paio di secoli fa?
e di martin, il robot depresso? e di trillian, l’unica ad avere capito tutto?

i cinque libri della trilogia sono un guazzabuglio di storie, una specie di dickens dello spazio.

ma vanno letti, perché contengono il seme della modernità, perché non si può essere davvero nerd senza averli letti, perché dopo averli letti capirete a chi ha rubato l’idea dell’iPad steve jobs…

Douglas Adams
Guida galattica per gli autostoppisti, 1980 (1979) >>
Ristorante al termine dell’Universo, 1984 (1980) >>
La vita, l’universo e tutto quanto, 1984 (1982) >>
Addio, e grazie per tutto il pesce, 1986 (1984) >>
Praticamente innocuo, 1993 (1992) >>

city fit for cycling – the times

il primo vero post sul nuovo blog non è una recensione di libri, ma la diffusione di una campagna lanciata da the times per la sicurezza dei ciclisti sulle strade inglesi…

bisogna diffondere queste iniziative, perché usare la bici è l’UNICO sistema SOSTENIBILE di trasporto individuale all’interno delle città.

e noi ciclisti, che col freddo e col gelo ci mettiamo in marcia verso l’ufficio ogni giorno, magari col bambino sul seggiolino posteriore, siamo eroi ed evangelisti, non BERSAGLI!

esagerato?

non so, vedete voi… con 0 gradi e il ghiaccio…

comunque bando alle ciance, ecco il manifesto.

The Times has launched a public campaign and 8-point manifesto calling for cities to be made fit for cyclists:

  1. Lorries entering a city centre should be required by law to fit sensors, audible turning alarms, extra mirrors and safety bars to stop cyclists being thrown under the wheels.
  2. The 500 most dangerous road junctions must be identified, redesigned or fitted with priority traffic lights for cyclists and Trixi mirrors that allow lorry drivers to see cyclists on their near-side.
  3. A national audit of cycling to find out how many people cycle in Britain and how cyclists are killed or injured should be held to underpin effective cycle safety.
  4. Two per cent of the Highways Agency budget should be earmarked for next generation cycle routes, providing £100 million a year towards world-class cycling infrastructure. Each year cities should be graded on the quality of cycling provision.
  5. The training of cyclists and drivers must improve and cycle safety should become a core part of the driving test.
  6. 20mph should become the default speed limit in residential areas where there are no cycle lanes.
  7. Businesses should be invited to sponsor cycleways and cycling super-highways, mirroring the Barclays-backed bicycle hire scheme in London.
  8. Every city, even those without an elected mayor, should appoint a cycling commissioner to push home reforms.

che dire, sono inglesi, idee chiare a chiare lettere.

trasloco

ho traslocato qui.

non so come mi troverò, se sarà una buona casa oppure se vorrò cambiare di nuovo, fra poco o fra molto.

ma è la mia nuova casa.

vorrei iniziare un nuovo corso, vorrei trovare di nuovo il tempo di scrivere.

certo l’importante è avere sempre e comunque il tempo di leggere, e quello lo trovo.

comunque benvenuti. la nuova casa di frank, con tutti i suoi libri accatastati sul comodino, a fianco del letto, nella borsa e ovunque intorno a lei, vi danno un caloroso benvenuto.

frank

erri de luca – il peso della farfalla

il peso della farfalla, erri de luca
quanto pesa una farfalla? poco, verrebbe da dire. ma quando si posa sull'anima il suo peso, anche lieve, può farsi insostenibile.
questo breve racconto di erri de luca è una favola ecologista e una metafora della crudeltà della vita.
il vecchio e stanco cacciatore contro il vecchio e stanco camoscio dopo una caccia durata tutta la vita si affrontano.
due solitudini senza conforto. e una fine comune.
libro triste e poetico, ma meno bello di altri di de luca.
(ma forse è perché a me l'antropomorfizzazione degli animali innervosisce un po'… mi fa troppo disney)

il peso della farfalla, erri de luca, ed. feltrinelli

velorution

10 ciclisti stamattina.
10 in 8 km.
siamo alla velorution?
(analisi dei ciclisti incontrati:
4 donne
6 uomini
3 biciclette da città
7 mountain bike
1 genitore con 1 figlio sul seggiolino
2 biciclette con seggiolini (vuoti)
1 genitore con 2 figli (seggiolino anteriore e seggiolino posteriore): ufficialmente l'eroe di oggi!

velorution

emidio clementi – la notte del pratello

la notte del pratello, emidio clementi
i massimo volume hanno le loro radici qui, nelle avventure sgangherate di leo e mimì, due giovani sbandati alle prese con un vecchio pazzo alla guida di un'ape da rottamare.
giovani da poco arrivati nella parigi minore che scoprono che nelle cantine dei palazzi più chic del centro o delle ville più belle sui colli c'è molto di più che roba vecchia da buttare e molto di più che qualche buon pezzo da rivendere. nelle cantine stanno sepolte le storie, vite intere da abbandonare in un cassonetto, o alla mercè di un folle zaccardi.
fino alla follia finale, fino alla notte in cui il pratello esplose in una festa assurda e senza controllo.

la notte del pratello, emidio clementi, fazi editore

nora ephron – il collo mi fa impazzire

il collo mi fa impazzire, nora ephron

1. ho imparato che mi mancano appena 6 anni. dopodiché il collo mi farà impazzire.

2. ho scoperto che l'incapacità di scegliere, utilizzare e abbinare una borsa non è una colpa, ma una caratteristica genetica. (ma ho trovato la soluzione: acquistare una borsa orribile, che non stia bene con niente e che quindi andrà bene con tutto).

3. ho capito che da una madre "4 salti in padella" può nascere una feticista di pellegrino artusi (o del gourmet cookbook) e che a ogni compagno di vita corrisponde un libro di cucina.

4. ho capito perché ho tanto tempo per leggere (anche se a me sembra poco), ho tanto tempo perché risparmio ore e ore che dovrei dedicare alla manutenzione (ordinaria e straordinaria) di me stessa (capelli, tinta, unghie, peli superflui, pelle ed esercizio fisico per decine di ore le settimana).

5. ora so che la mia cecità con gli anni peggiorerà. oltre a essere miope diventerò presbite e allora sarà la fine.

6. ho imparato la differenza tra "essere genitori" e impegnarsi nelle "cure parentali" (e so che il mio stile è nel giusto mezzo). so che mio figlio se ne andrà di casa e che io ne sarò orgogliosa e stupita (e so di aspettare quel momento con ansia). so che la preoccupazione, invece, sarà per sempre.

7. ho che si ama una casa non in sè, ma perché corrisponde a un periodo felice della tua vita. e ho capito perché amo traslocare, perché vuol dire buttare via pezzi di vita, fare l'inventario e purificarsi.

queste e tante altre cose ho imparato leggendo il divertente libro di nora ephron. una biografia allegra e smaliziata di una donna che porta maglioni a collo alto.

il collo mi fa impazzire di nora ephron, ed. feltrinelli

se non ora quando? e non è mai troppo tardi!

questo blog aderisce alla mobilitazione del 13 febbraio 2011 a roma o a bologna (dipende ;-) )


senonora-disegnomini_small

e dedica a se stesso e a tutte le donne questa ballata di edoardo sanguineti.

Ballata delle donne

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano.

andrea camilleri – la tripla vita di michele sparacino

la tripla vita di michele sparacino di andrea camilleri
montalbano non è la mia lettura preferita. di camilleri io preferisco le rime acute contro il premier e un paio di libri ambientati in epoche lontane:
la scomparsa di patò e ora la tripla vita di michele sparacino.

scovato nella piccola libreria, innanzitutto mi ha incuriosito per la copertina, così diversa dai soliti adelphi.
poi, subito dopo la copertina, è la bravura di camilleri che ti affascina. ogni parola e ogni aggettivo e il modo in cui è articolata la trama e il susseguirsi degli episodi.
il gusto per l'insolito, la consapevolezza che la sicilia è un luogo "a parte" (che nessun ponte riuscirà a uniformare al continente) in cui un uomo può vivere 3 volte, e una da morto. l'idea originale, la storia assurda.
michele sparacino vive tre volte, è un nemico dell'ordine costituito, inventato da un giornalista sfaticato, è un giovane che finisce a caporetto quasi senza capire perché e come, ed è, infine, il milite ignoto sepolto sotto all'altare della patria. e, anche se la terza non è proprio "vita", la storia ti lascia con il sorriso sulle labbra, anche se è un sorriso amaro.
perché poi io ci leggo la denuncia dei motivi dell'arretratezza di una terra che, anche se in piccola parte, è la mia terra, l'insensatezza della guerra, il dolore di tutte le madri, la scomparsa di una generazione.

la tripla vita di michele sparacino di andrea camilleri, BUR Biblioteca Universale Rizzoli

george orwell – 1984

1984, george orwell
previsione errata di circa 10 anni, sempre meglio di nostradamus.

(ci sono libri che ogni tanto bisogna rileggere. a 20 anni dalla prima volta 1984 è un libro diverso. vent'anni fa, quando ne avevo solo 17!, mi aveva impressionato la società del futuro e la divisione in classi. oggi mi sconvolge la lucida denuncia della cancellazione della memoria.)

p.s. per dire quanto sono in ritardo con le recensioni… quest'estate sotto l'ombrellone chiacchiero con il ragazzo che vende i libri di terre di mezzo. vede che leggo 1984 e mi chiede perché il libro non ha un titolo. gli spiego che la data è il titolo e che parla del futuro. ridiamo un po' per questo controsenso. gli racconto che parla della dittatura, del grande fratello, del controllo delle masse. gli dico che è un libro senza speranza e gli assicuro che è un libro fondamentale, uno dei più belli scritti nel '900. mi dice che lo leggerà. speriamo. avrei dovuto regalargli la mia copia. mi sono pentita molto di non averlo fatto.

p.p.s. se la vendita di libri sotto l'ombrellone prenderà piede io sarò una donna finita, perché a braccialetti e parei resisto, ma ai libri proprio no…