28di52 – L’armata dei sonnambuli, di Wu Ming

Di Wu Ming ho letto tutto. E quello che non ho letto in realtà non l’ho “ancora” letto ma lo leggerò presto.
Quindi parto svantaggiata perché da Wu Ming mi aspetto, come minimo, il capolavoro alla Q.
Ma è normale che non tutti i libri siano capolavori.
Questo è, alla partenza, davvero lento, faticoso e pesante. Ti viene voglia di gridare “Hey… allora, quando si comincia?“.
Ma in realtà il libro è già bello che cominciato, e prosegue così, un po’ lento e un po’ pesante.
Mi è piaciuto lo stile frammentato dei capitoli, alcuni infiniti a più voci, altri brevissimi elenchi burocratici, trascrizioni di sedute pubbliche della Convenzione e lettere, resoconti, estratti di altri testi.
Quello che non m’è piaciuto invece è che, alla fine, una fine non c’è.
Come finisce il libro?
Boh?
L’escamotage di fare il riassuntino del futuro e delle testimonianze storiche non mi è bastato.
Però, allo stesso tempo, ho apprezzato la scrittura precisa, il perfetto mescolarsi dei registri, la cura dei dettagli.
E ho apprezzato la visione della storia fatta non dai “famosi” ma dal popolo, la storia “sociale”, la rivoluzione francese non di Robespierre o Marat o Danton o Saint-Just, ma quella di Marie, Leò, Treignac, Bastien.

27di52 – Ciao, tu, di Beatrice Masini e Roberto Piumini + La rivoluzione non è un pranzo di gala, di Ying Chang Compestine

Ciao, tu, di Beatrice Masini e Roberto Piumini

Un altro libro per ragazzi e ragazze, che parla di adolescenti alle prese con le prime cotte, i primi contatti.
Bella la storia, l’intreccio delle lettere scritte da una all’altro. Tenerissimo il ricordo di come era, quasi trent’anni fa tra i banchi di scuola anche per me, innamorata del compagno di banco, timida e risoluta. Spaventata e curiosa.
È un libro di qualche anno fa (si capisce dall’assenza altrimenti ingiustificata degli smartphone) ma nonostante questo io spero che la storia possa essere eterna, che non cambi con il cambiare del mezzo.
Un libro semplice che a mia nipote è piaciuto abbastanza (sebbene mi abbia fatto notare che lei è già grande per storie come questa. certo ha 15 anni ormai!) e a me anche.

La rivoluzione non è un pranzo di gala, di Ying Chang Compestine

(un altro libro “strappato” a mia nipote, che legge quasi più di me… ho detto quasi).
Gli anni della rivoluzione culturale cinese visti con gli occhi sbarrati di una bambina.
La lenta e inesorabile devastazione che avanza insieme alla stolidezza e

26di52 – Paura di volare, di Erica Jong

(dopo il perfetto Camilleri ero timorosa di una delusione, quindi mi sono buttata sul classico)
Riletto dopo vent’anni dalla prima volta.
Che effetto mi fa?
A 16 anni il libro di Erica Jong fu una rivelazione. Anche troppo forte, anche eccessiva. Uno squarcio sul mio corpo e sui miei sentimenti. Su quello che volevo e su quello che pensavo di volere.
A 44 anni invece è un metro per misurare la mia vita.
Quello che sono riuscita a fare, quello che sono riuscita a ottenere.
Un metro per capire la distanza tra le aspettative e la vita vera e per misurare il tempo perso.
Ecco, il tempo perso che è e sarà sempre il mio maggiore rimpianto.

Un libro che ogni uomo dovrebbe leggere (prima ancora che ogni donna).

25di52 – La mossa del cavallo, di Andrea Camilleri

Ho scelto un libro piccolo perché questa è stata una settimana molto molto complicata.
E in effetti l’ho letto in 3 giorni scarsi.
Ma 3 giorni di fiato sospeso, curiosità, quasi ansia. Mentre i sensi e la mente erano soddisfatti pienamente e perfettamente da una scrittura perfetta.
Un intreccio di trama e lingua così “esatto”, preciso, penso di non averlo mai (o quasi mai) trovato.
Un piccolo libro perfetto (sì, ho scritto perfetto!).
Un giallo che è un capolavoro.
Pensavo che nulla potesse superare La scomparsa di Patò, lo stile del dossier di carte passate da carabinieri a polizia, invece questo giallo enigmistico in cui la lingua diventa il mezzo attraverso il quale sbrogliare il mondo, raggiunge la perfezione.
Quindi, grazie Camilleri, ma ora che leggo?

24di52 – Le piccole persone, di Anna Maria Ortese

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Le piccole persone, di Anna Maria Ortese

Di Anna Maria Ortese non ho letto altro se non questo libro di brevi scritti (saggi, articoli, lettere, pensieri e appunti) per la maggior parte inediti alla sua morte e raccolti a posteriori.
Il fil rouge del libro è la denuncia della crudeltà dell’uomo nei confronti degli animali e della natura. O meglio, peggio ancora della crudeltà, la cecità completa, la totale incapacità dell’uomo/umanità di comprendere le ragioni della natura, che la Ortese considera inoltre senza possibilità di cura, salvezza o redenzione.
Il linguaggio complicato e lo stile complesso ne fanno un testo difficile da leggere. Frasi fatte di incisi, subordinate, in un profluvio di virgole e trattini. Una denuncia contro i delitti dell’arroganza dell’uomo, contro l’incapacità dell’uomo di comprendere la sua nullità nei confronti del mondo che lo ignora e la nullità del mondo nei confronti dell’universo.
Forse un eccesso di “spirito”, il continuo riferimento a “dio”, al soprannaturale, al metafisico lo rende poco attuale, poco universale, mentre per la tematica e il sentimento sarebbe del tutto condivisibile. Ma chi l’ha detto che non basta l’etica laica per sostenere i diritti delle piccole persone?

23di52 – Isole, di Marco Lodoli

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Isole, di Marco Lodoli

Un libro che mi ha fatto perdere un sacco di tempo perché mi ha costretta a fermarmi ogni 2 righe a prendere appunti per creare una mappa dei luoghi che voglio andare a vedere/rivedere/scoprire.
Marco Lodoli non è un grande scrittore. Tiene una rubrica sul Messagero e parla di Roma.
Una Roma quotidiana, fatta di piccoli e piccolissimi particolari, angoletti nascosti, piccole perle.
A me il libro è piaciuto (nonostante abbia letto in rete feroci critiche) perché ha alimentato la mia curiosità e la mia voglia di scoprire e andare in giro e imparare cose nuove e ricordare cose dimenticate.
Ora mi tocca di comprare e leggere il secondo volume e soprattutto mi tocca continuare ad aggiornare la mia mappa online 🙂

22di52 – La ragazza del treno, di Paula Hawkins

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La ragazza del treno, di Paula Hawkins

Poco dopo aver finito questo libro, ancora piena di dubbi sulla sua qualità e sul perché del planetario successo, mi è capitato di leggere la recensione di D’Orrico su La Lettura del nuovo libro della Hawkins (di cui non so neanche il titolo). Ebbene, D’Orrico riassume con perfezione la mia impressione su La ragazza del treno, quando scrive: «[…] Il giallo precedente di Paula Hawkins (l’infestante La ragazza del treno) è il più bruto che ho letto in vita mia. Letto il secondo, mi capisco che il primo non era un episodio isolato, ma una tradizione come le annegate. Niente voto. Per insuperabile conflitto di disinteresse.».
idem.

21di52 – Norvegian Wood, di Murakami Haruki

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Norvegian Wood, di Murakami Haruki

Solo da poco ho iniziato a leggere Murakami.
Confesso che sulle prime 1Q84 mi aveva lasciata perplessa (come mi lasciano perplessa i libri che non si possono classificare. Si tratta di fantascienza? È un libro surreale? Parla di magia?). Quindi è stato con timore che mi sono avvicinata a Norvegian Wood. Complice il consiglio di una collega e una playlist su Youtube (questa qui) che mi ha immersa in una atmosfera piacevole, “antica”, che mi ha incuriosita.
Norvegian wood è il libro che non ha nulla di surreale o onirico, è invece semplice e normale, intimo e introspettivo (come è scritto anche in quarta di copertina). Il racconto preciso, puntuale e faticosissimo di come ci si senta durante il difficile passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Di come sesso e morte irrompano nella vita di un giovane uomo che diventa adulto.
Con questo libro Murakami si è guadagnato un’altra possibilità da parte mia e ora sono qui a fare l’elenco dei suoi libri che dovrò leggere.

20di52 – HOOT, di Carl Hiaasen

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HOOT, di Carl Hiaasen

Un altro libro per ragazzi e ragazze, diciamo tra gli 11 e i 13 anni.
Un libro divertente, ma anche molto ben scritto. Una trama coerente, personaggi giustamente approfonditi.
Un ragazzino, Roy, intelligente, curioso, generoso e ironico. Un bullo grosso e scemo. Un fratello e una sorella che cercano di sopravvivere all’idiozia e cattiveria dei genitori.
Sullo sfondo una battaglia ecologica, la multinazionale cattiva e i ragazzini più coraggiosi degli adulti.
Una breve lettura coinvolgente e gradevole.

p.s. dopo due libri per adolescenti scritti da scrittori americani mi rendo conto che il problema del bullismo deve davvero essere incombente in America.

19di52 – Le ragazze di Kabul, di Roberta Gately

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Le ragazze di Kabul, di Roberta Gately

Un libro che qualche anno fa è stato un bestseller, della serie “il più letto sotto l’ombrellone”.
Sebbene io non disprezzi i bestseller (purchè si legga val bene anche un libro da ombrellone), questo romanzo mi ha dato fastidio. Nonostante sia stato scritto da una donna che ha vissuto davvero in Afganistan lavorando come infermiera, mi sembra che manchi di verità. Sarà perché in me c’è il ricordo dei racconti di Gino Strada, ma questa storia di rossetti, amori, aitanti marines e talebani mi ha fatto innervosire. E va bene pure che per forza noi siamo i buoni (scrittrice americana) e loro sono le forze oscure del male, ma la riduzione e la semplificazione cui sono stati ridotti i “cattivi” è, a mio giudizio, eccessiva.
Alla fine, un libro appena più impegnato di un harmony sentimentale e una scrittura banale.