1di52 – Revolutionary Road, di Richard Yates

1di52
Revolutionary Road di Richard Yates.
non si può leggere tutto e per quanto io sia sempre e comunque una lettrice seriale (folle e onnivora, compulsiva e ossessiva) tante, tante, tante cose mi sfuggono.
troppe.
quest’anno quindi il proposito è colmare alcune lacune e fare nuove scoperte.
tra le lacune da colmare c’era Richard Yates.
ho deciso di leggerlo su consiglio di una amica che in realtà mi parlava del film, che pure non avevo (e non ho) ancora visto.
e così, senza adeguata preparazione, mi sono trovata invischiata nella storia di Frank e April.
anni ’50, Connecticut, il sobborgo di Revolutionary Road, casette bianche e rosa, giardini con il prato curato e la macchina parcheggiata davanti.
la guerra è finita da poco, i ricordi di quello che “poteva essere” sono ancora vividi, così come le città europee dei giorni della liberazione.
le aspirazioni, i sogni e i desideri di questa generazione di giovani uomini e donne sono diversi da quelli dei loro padri, da quelli di “prima” della guerra. ma la società non è ancora pronta per questi sogni.
non è pronta perché April possa decidere se avere un figlio.
non è pronta perché Frank possa lasciare il suo lavoro per Parigi.
non è pronta perché le apparenze siano meno importanti della sostanza.
e così April Wheeler mette fine all’inganno.
il finale è tragico e leggerlo fa male al cuore.
eppure Yates racconta di aver scritto il libro proprio a partire da lì, da April morta in un bagno di sangue, e di aver scritto il resto perché quella morte assurda non fosse più tale.
la morte di April però resta assurda, ma non perché incomprensibile, anzi al contrario, la morte di April è assurda perché necessaria. perché non c’era nient’altro da fare se non morire.

e vorrei ancora dire due parole, però molto timide (visto che lo leggo in traduzione), sulla scrittura di Yates.
mi ha colpita la precisione dei dialoghi, la cura nella scelta delle parole che servono a dipingere un’emozione senza descriverla, ma facendola “provare” per mezzo dei dettagli.
parole mai banali, frasi perfette.
Revolutionary Road è un capolavoro.
e io sono felice di aver iniziato l’anno così.

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