resto nudo e manifesto

ieri manifestazione a piazza navona.
tutti insieme per dire che quello che succede non ci piace e che non ci rassegnamo a farcelo piacere.
però…
però oggi sembriamo solo una gran massa di guardoni, che l’unica cosa che vogliono davvero è spiare la vita sessuale del premier.
invece ieri, dalle 18.30 alle 21.30 solo per "sbaglio" si è parlato di pompini e telefonate e invece si è parlato molto di più di COSTITUZIONE, di LEGGI AD PERSONAM, di FUTURO, di DEMOCRAZIA e di DITTATURA.
ma è questa la strategia: disinformare, guardare il dito invece della luna, parlare dell’OPINIONE affinchè questa nasconda il FATTO.
ma tant’è, forse niente serve a niente. solo che io (e qualche altro a quanto pare) non ci possiamo rassegnare a questa orribile evidenza.
quando smetteremo di farci del male?
quando smetteremo di mostrare il fianco?
quando smetteremo di chiacchierare?

intanto io ho fatto la mia personalissima sms-cronaca agli assenti e il mio personalissimo video di Ascanio Celestini.
lo appoggio su youtube e lo posto qui (prove tecniche di trasmissione!)
e lo dedico a CHI sull’argomento (le forze armate… e il perché sono armate) ci si è avvelenata a lungo!

poi, per terminare la serata puntatina alla Festa dell’Unità, a sentire i Modena City Ramblers cantare Bella ciao! e bere una birra (una perfecta excusa, ci sarebbe da dire!).
alla fine io e pedivella, solitarie, tristi e un po’ affaticate abbiamo affrontato la salita verso casa.

"Promesse di governo" di Antonio Di Pietro | 8 Luglio 2008
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it

morocco – valle del draa

due bambine guardiane di un gregge di capre nella valle del draa in marocco
Bambine che pascolano capre e pecore nella Valle del Draa - Marocco - 2008 - Francesca Ventura
vero, non è da me essere così possessiva delle "cose" cambio politica in corso…

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Bambine pastore di capre nella Valle del Draa in Marocco – Maggio 2008 by Francesca Ventura is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 3.0 Unported License.
Based on a work at www.frankkie.it.

liste ed elenchi

1000 cose da fare prima di morire

sarà una fissazione mia, oltre che degli americani come vedremo dopo, ma sono sempre stata ossessionata dagli elenchi delle cose da fare prima (o dopo) di…

quando ero all’università e mancavano pochi giorni alla data dell’esame riempivo fogli e fogli di liste con le cose da fare non appena avessi dato l’esame.

ora che lavoro è lo stesso.

ogni settembre compilo la lista delle buone intenzioni per l’anno nuovo (come ho già detto, per me l’anno inizia a settembre, sono rimasta sostanzialmente una studentessa, in questo senso)
e ogni 1°
gennaio una nuova lista, riveduta e aggiornata
in ogni momento di stress particolare e di super lavoro mi ritaglio una decina di minuti per fare la mia lista, i film da andare a vedere, i libri da leggere, i regali da comprare, i concerti da prenotare, i viaggi da fare.

le liste aiutano a tenere sotto controllo la complessità del mondo e, in questo modo, tranquillizzano.

almeno questo è l’effetto che fanno a me. ho la sensazione (badate bene, solo la sensazione) che tutto sia in ordine, le cose, viste così, scritte sulla carta, fanno meno paura che mentre fluttuano nella tua testa.

inoltre, altro aspetto fondamentale, una lista può essere spuntata! insomma, alla fine ci sono andata a vedere quel film, ho finito quel libro e ho comprato quel regalo! sono soddisfatta, faccio un bel "visto" verde a fianco alla riga e mi sento meglio.


come dicevo all’inizio
gli americani mi battono in fatto di liste, la loro è una vera e propria mania collettiva, forse proprio culturale, razziale… non saprei.

amazon pullula di libri che elencano le 1001 cose da fare prima di morire, i film da vedere, i libri da leggere, la musica da ascoltare…  le follie da compiere.
qualche esempio che io ho trovato davvero interessante:

1001 film da vedere prima di morire (prima versione)
e questo:

1001 film da vedere prima di morire (seconda versione)

1001 libri da leggere prima di morire

1001 album da ascoltare prima di morire

1001 dipinti da vedere prima di morire

1001 edifici da vedere prima di morire

1001 posti da visitare prima di morire
(questo titolo esiste anche in italiano e immagino sia inutile dire che io ce l’ho)

1001 giardini da vedere prima di morire

1001 cose da fare se ne hai il coraggio

e poi, udite udite, le 3.684 cose che avremmo dovuto imparare e probabilmente non abbiamo imparato

comunque la colpa di tutta questa ricerca è il Guardian che ha pubblicato due pericolosissime liste online, tutte da leggere, scaricare e stampare:

la lista dei 1000 film

e la lista dei 1000 album

pensateci bene, perché il tempo è poco e con un film e un album a settimana
ci si mettono quasi 20 anni a portare a termine l’arduo compito!

infime, per la gioia di non sentirmi sola in questa follia ho scovato anche questo simpatico blog:

http://www.before40.co.uk/

LUI accetta consigli per 100 cose da fare prima dei 40 anni, io gli ho già suggerito di lanciarsi con il paracadute!

per sapere cosa ALTRO si dovrebbe fare prima dei 40 basta leggere anche l’apposito libro
e sappiate che io lo comprerò, lo leggerò e stilerò la mia privatissima lista delle cose da fare prima dei 40, che, tra una lista e l’altra si avvicinano anzichenò!

infine: la guida definitiva, con anche le pagine da compilare al raggiungimento dell’obiettivo!

allucinazioni sonore + latte e i suoi derivati + electric six

tre giorni 3 concerti e un film

fine settimana intenso quello appena passato, con 3 concerti tra giovedì e sabato e un finale quasi splatter domenica.

allucinazioni sonore all’auditorium
giovedì sera all’auditorium Glen Branca ci ha assordato in un concerto allucinante di 100 chitarre elettriche, 20 bassi e 1 batteria. distribuzione gratuita di tappi per le orecchie all’ingresso (al cosa AVREBBE dovuto insospettirmi, immagino).
dunque, che suono producono 100 chitarre elettriche che suonano all’unisono?
è solo un gran rumore?
è la musica della città del futuro?
è la colonna sonora dei giorni a venire?
io so che, cullata dagli accordi distorti della marea montante delle chitarre, solo minimamente affievolite dai tappi, a un tratto mi è sembrato di sentire qualcosa di nuovo, un suono diverso, un altro suono, che non era direttamente prodotto da quelle chitarre e da quei bassi. una allucinazione sonora, appunto, che finalmente da un senso al nome della serata.

p.s. per dovere di cronaca c’è anche chi il concerto di cui sopra non l’ha apprezzato affatto, sostenendo che ben altre cose si sarebbero potute fare avendo a disposizione cotante chitarre, ma se Branca ha scelto di fare questa cosa qui a me va bene.

rock-pop-jazz-rap, quello che vuoi, purché sia demenziale!
tutto quello che i Latte e i suoi derivati riescono a fare sul palco sta tra "boh" e "otto passerotto", tra un medley di tutti i generi e tutti gli stili e la fiaba crudelissima del povero otto.
perché demenziale, come ci insegnano in primis gli Elii, non vuol dire scemo, né superficiale.
grazie a Lillo e Greg e derivati si passano un paio d’ore allegre ma pensanti (perché la sottile vena polemica, di critica, l’affronto aperto a quello che non va proprio giù, non mancano mai).

la settimana musicale è terminata con un disguido d’orario.
avendo vinto i biglietti per il concerto dei Girls in Hawaii (gruppo indie pop di sei ragazzi provenienti dal Belgio che sembra abbiano trovato la formula per la perfetta canzone pop), avremmo dovuto recarci al Circolo degli artisti alle 20.30, ma io non lo sapevo, quindi siamo andati, as usual, alle 23 (che come orario per i concerti al Circolo è anche presto…).
alle 23 però iniziava il secondo concerto della serata, quello degli Electric Six, che sono saliti sul palco a presentare la loro ultima fatica: "I shall exterminate everything around me that restricts me from being the master" (una fatica anche solo il titolo, in effetti…).
sono seguite due ore abbondanti di ottimo rock’n’roll, da ballare e da pogare (anche se noi siamo rimasti dignitosamente nelle retrovie, non conoscendo quasi neanche il nome del gruppo!).
bello anche il popolo riunitosi per l’occasione al circolo, tanti giovani americani e lingua ufficiale della serata l’inglese.
di Detroit, città delle automobili, ma anche capitale musicale americana, terra del Garage rock, gli Electric Six sono stati ottimi ambasciatori.
e come mi succede spesso ultimamente scopro che la musica dice del posto dove è nata molto più della migliore guida del Touring.

domenica mal di testa.
sarà stata l’overdose di concerti dei giorni precedenti, ma ho passato metà giornata stesa al letto al buio.
poi per finire il weekend come si deve ho deciso di andare al cinema a vedere "Non è un paese per vecchi" degli ottimi fratelli Cohen.
il film è vietato ai minori di 14 anni (e questo avrebbe dovuto farmi riflettere, ma invece niente… è evidente che io i sottili segnali non li so cogliere).
così mi sono ritrovata a vedere un film quasi splatter che con "Fratello dove sei?" non ha niente a che spartire.
diverso e molto lontano dalle mie aspettative, ma meritevole di tutti e quattro gli oscar che ha vinto, con uno Javier Bardem che più folle e allucinato non si può e un Tommy Lee Jones stanco e vecchio come solo le sue occhiaie possono esserlo.
un appunto: io Carla Jean (l’attrice Kelly MacDonald) l’avrei fatta doppiare a Valeria Golino, sarebbe stata la ciliegina sulla torta!

qualche link sparso:
Glen Branca
Hallucination City
Latte e i suoi derivati
Electric Six
e il loro myspace
Javier Bardem

fridge-zoo

ogni tanto un gioco… uno scherzo, così, tanto per divertimento.
ho gli animali nel frigo.
no, non nel senso che qualcosa nel frigo è andata a male e sono venuti fuori degli animali (di solito vermi, mosche o farfalle… che poi non lo so mica se vengono anche nel frigo, magari non c’è proprio la temperatura giusta), comunque non in quel senso lì.
ho gli animali nel frigo nel senso che il mio frigo è sorvegliato, diciamo così, da un manipolo di coraggiosi animali, che elenco:
il maiale
il pulcino
le due mucche
la tartaruga (fuggita)
il tricheco
il gatto
il pinguino

tra tutti gli animali che abitano nel mio frigo il più sorprendente è, senza dubbio, il maiale. infatti lui grugnisce ogni volta che apri il frigo e la luce si accende.

il maialequalcuno ha osato dire che, nel cuore della notte, se ti viene sete e vuoi l’acqua fresca, il maiale rompe un po’ le palle. ma tant’è. lui era nel mio frigo prima che qualcuno avesse bisogno di acqua fresca notturna.
il maiale del frigo sorveglia lo scaffale alto, quello in cui sono conservate le marmellate, gli yogurt, la cioccolata (d’estate), le uvette, i pinoli, le ciliege candite e un barattolo di ananas (a proposito, devo controllare quando scade, sta lì dentro da prima del maiale!).

il pulcino è di guardia nel cestino delle uova, lì, vicino ai suoi simili, tranquillamente sorveglia che tutto proceda nel modo giusto. è felice ora, prima invece era in bagno, in mezzo a delle ballistiche effervescenti che non lo convincevano affatto.

il pulcinole due mucche sono separate in due vaschette diverse. la prima è di stanza nelle vaschette dei tubetti (tubetto del pomodoro concentrato e della pasta d’acciughe e della maionese), l’altra invece sta vicino al burro, che tra l’altro significa anche vicino al pulcino e alle uova (e difatti secondo me il pulcino ne apporfitta un po’ dell’istinto materno della mucca…) comunque lei è lì, tra il burro e il cubetto del lievito.

la mucca numero 1 la mucca numero 2nella vaschetta delle verdure abitava fino a qualche tempo fa una placida tartaruga poi, all’incirca un po’ prima del trasloco (che, come vedremo poi, ha fatto anche altre vittime) è scomparsa. secondo me è scappata. però la sorella-madre ha provveduto ad acquistare una sostituta che presto prenderà solennemente il posto della fuggitiva.

il tricheco è nel ripiano dove di solito stanno le birre (in mancanza di birre si appoggia su altre cose, ma lui preferisce di gran lunga occuparsi delle birre). va detto che il tricheco è bellissimo.

il tricheconel ripiano basso, dentro alla scatola dei formaggi, comodamente assiso su un cuscino giallo, il gatto sorveglia che non arrivino topi a far man bassa. ha la zampina alzata in segno di saluto e sta comodo come un pascià.
il gattoil pinguino vive, ovviamente, nel freezer. lui è la vittima più illustre del trasloco. costretto a passare da un palazzo a tre (ri)piani a una specie di garage con il soppalco non ha retto al colpo e ha tentato il suicidio buttandosi a testa in giù dentro a un cubetto di ghiaccio in formazione è rimasto così! con la testa surgelata…

il pinguino

il pinguino


questi gli animali nel mio frigo… e nel vostro? i soliti bacilli e le classiche muffe?
[foto a cura di frank]

Ascanio Celestini
Scemo di guerra
Teatro Ambra Jovinelli – Roma
è la storia del giorno in cui a roma è finita la guerra, il giorno in cui sono scappati i tedeschi e sono entrati gli americani e nessuno capiva ancora se erano nemici, amici, alleati o chissà cosa.
è la storia di quel giorno raccontata da un ragazzino di 8 anni (9 a settembre)
una storia tra via labicana e il quadraro, passando per san lorenzo.
una storia raccontata per trent’anni e che in trent’anni è cambiata, si è arricchita, è diventata meno vera, ma anche più vera.
"durante la guerra la notte è la fine del mondo" ripete ascanio celestini dal palco.
e così per quasi un’ora di monologo io rido e penso, conosco i posti, sono nata anche io al quadraro, anzi, per la precisione tra il quadraro e tor pignattara, la periferia vera di roma, quella popolare, quella che vive come un paese.
e alla fine la voce fuori campo del padre di ascanio che racconta "quel giorno sono quasi morto per colpa di una cipolla".
la voce di mio nonno che racconta, le stesse cose con le stesse parole, con la stessa voce.
senza fiato per l’emozione.
perché comunque la guerra è orrore, anche nelle parole di un ragazzino che fa la pipì nell’elmetto di un tedesco, e lo stesso orrore è in tutte le guerre.

visto oggi… in ritardo, direte voi, di sicuro, rispondo io.
oggi ho visto finalmente "se mi lasci ti cancello" e mi domando (io che di mestiere più o meno scrivo…) mi domando:
ma chi l’ha tradotto ‘sto titolo? chi ha fatto questo scempio?
titolo a parte il film è a dir poco strepitoso.
e io, che sono da sempre affascinata da come funziona la memoria… sono rimasta estasiata dalla corsa alla ricerca del ricordo nascosto, del ricordo profondo e dimenticato (e allora che ricordo è?).

per tutti quelli che l’hanno visto, e per quelli che ora lo dovranno noleggiare in dvd (perché, nonostante l’inganno del titolo, la "maggioranza" ha subodorato il capolavoro e si è tenuta lontana dalle sale… tanto che a roma oramai lo danno solo in sei sale –piccole-):

Alexander Pope: da Eloisa ad Abelardo

«Senza macchia felice sorte è quella
di colei che si ritira al Sé!
Dimentica del mondo, dal mondo è dimenticata.
Eterno splendore dell’immacolata mente!
Ogni preghiera è accolta, ogni desiderio è abbandonato.
Meditazione e azione in un tempo equo praticate.
Le devote in sonno che si dispongono
alla potenza del Risveglio e del Sentire.

How happy is the blameless vestal’s lot!
The world forgetting, by the world forgot.
Eternal sunshine of the spotless mind!
Each pray’r accepted, and each wish resign’d;
Labour and rest, that equal periods keep;
Obedient slumbers that can wake and weep.»